• pubblicato il 19-03-2013

Kimi Räikkönen, l'ex bambino prodigio della F1 colpisce ancora

di Marco Coletto

Storia del Campione del Mondo 2007, tornato a ruggire

È impossibile non voler bene a Kimi Räikkönen.

Nonostante il carattere del pilota finlandese della Lotus (vincitore domenica scorsa in Australia) sia particolarmente freddo (non a caso è soprannominato Iceman) non si possono non apprezzare - oltre al suo stile di guida - la sua naturalezza e la sua ricerca di privacy in un mondo come quello della F1, "finto" e basato molto sulle pubbliche relazioni.

Ultimo esponente di una lunga lista di driver finlandesi vincenti, Kimi è stato un "bambino prodigio" del Circus, non si è perso per strada e anzi è stato in grado di conquistare un Mondiale (l'ultimo titolo Piloti della Ferrari), ha abbandonato il Circus per due anni e - a differenza di Michael Schumacher - è tornato riuscendo a salire nuovamente sul gradino più alto del podio. Scopriamo insieme la sua storia.

Kimi Räikkönen: la biografia

Kimi Räikkönen nasce a Espoo (Finlandia) il 17 ottobre 1979 e, come tutti i suoi colleghi, inizia la propria carriera nel mondo del motorsport con i kart.

A soli 20 anni debutta con le monoposto e si aggiudica al primo colpo il campionato britannico invernale di Formula Renault. Non contento, nel 2000 porta a casa il titolo britannico assoluto.

L'esordio in Formula 1

Peter Sauber vede in lui del talento e - nonostante Kimi abbia disputato solo 23 gare in categorie decisamente minori (nessuna presenza in F3000 e in F3, per intenderci) e ottenuto 13 successi - decide nel 2001 di chiamarlo nella sua scuderia per correre in F1.

La Federazione Internazionale dell'Automobile - vista l'eccezionalità dell'evento - concede a Räikkönen una superlicenza provvisoria per sei GP, che diventa definitiva dopo la prima corsa in Australia, quando Kimi ottiene un sesto posto al debutto.

La prima stagione nel Circus è buona, anche se va detto che il compagno Nick Heidfeld ottiene risultati migliori.

L'arrivo in McLaren

Nel 2002 Kimi Räikkönen viene scelto dalla McLaren per rimpiazzare il connazionale Mika Häkkinen: alla prima gara con la nuova scuderia, sempre in Australia, ottiene il primo podio in carriera (terzo) ma al termine della stagione, soprattutto a causa di guasti, si ritrova nuovamente dietro al compagno di squadra, in questo caso David Coulthard.

Il 2003 è l'anno della consacrazione: vince la sua prima corsa (in Malesia), umilia il coéquipier Coulthard e, soprattutto, perde il Mondiale solo all'ultima corsa contro un certo Michael Schumacher.

Nella stagione seguente si rivela ancora più veloce del compagno ma a causa di una vettura meno performante riesce a portare a casa solo un successo.

Nel 2005 Kimi Räikkönen è nuovamente vicecampione del mondo contro Michael Schumacher e dimostra di essere troppo forte per i compagni di squadra (Juan Pablo Montoya e, in un paio di GP, Pedro de la Rosa e Alexander Wurz) mentre nel 2006 - pur essendo il migliore tra i driver McLaren - non riesce a vincere neanche una corsa a causa di una monoposto decisamente inferiore a Renault e Ferrari.

Gli anni in Ferrari

Nel 2007 impiega poco tempo ad entrare nel cuore dei tifosi della sua nuova squadra, la Ferrari: nella prima gara della stagione in Australia ottiene pole position, vittoria e giro veloce (un'impresa riuscita in passato solo a Juan Manuel Fangio e a Nigel Mansell) e conquista il titolo iridato.

Dopo il Mondiale vinto Kimi Räikkönen perde le motivazioni e disputa una stagione 2008 sotto le aspettative risultando più lento del compagno Felipe Massa, così come nel 2009, anno in cui abbandona la F1 per passare al Mondiale Rally.

L'addio e il ritorno alla Formula 1

La prima stagione intera nel WRC con la Citroën è nel 2010, quando termina al 10° posto. Il risultato si ripete nel 2011, anno in cui si cimenta anche nella serie americana NASCAR.

Nel 2012, anno del ritorno nel Circus, con la Lotus ottiene subito risultati brillanti: vince il GP di Abu Dhabi e termina al terzo posto il Mondiale.

Quest'anno ha già esordito con una vittoria: una nuova stagione di successi alle porte?

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