• pubblicato il 04-09-2012

GP Italia - Tutti i dettagli del circuito di Monza

di Marco Coletto

Dal rettilineo della partenza alla Parabolica: l'analisi completa del tracciato lombardo

Circuito Monza

In attesa del GP d'Italia, che nel 2012 celebra i 90 anni dalla prima edizione, vi invitiamo alla scoperta del circuito di Monza.

Il tracciato lombardo, che ospita la tredicesima tappa del Mondiale F1 2012, è il più veloce del Circus (nel 2003 Michael Schumacher vinse ad una velocità media di 247,586 km/h) nonché uno di quei pochi ancora rimasti in calendario che può vantare una storia ultraventennale.

Sfogliando la gallery troverete tutti i dettagli della pista. Rettilinei, curve e tutto quanto ha contribuito nel corso degli anni a rendere mitico questo nastro d'asfalto.

Rettifilo partenza

Rettifilo partenza

Il rettifilo della partenza è uno dei più lunghi di tutto il Mondiale (1.194,40 metri).

In questo punto, che parte dalla fine della Curva Parabolica, si raggiungono velocità elevatissime (oltre 370 km/h).

Prima Variante

Prima Variante

Bisogna frenare parecchio (da 370 a 75 km/h) prima di entrare in questa strettissima curva a destra di 90 gradi seguita da una curva a gomito a sinistra.

L'attuale conformazione della Prima Variante risale al 2000. Nel 1972 fu realizzata una chicane per ridurre la velocità d'ingresso nella Curva Biassono mentre nel 1976 questa parte di tracciato consisteva in due curve a sinistra e due a destra in modo da aumentare ulteriormente la sicurezza.

Curva Biassono

Curva Biassono

La Curva Biassono (dal 1922 al 1926 chiamata Curva Grande) tende a destra, ha un raggio molto ampio (circa 300 metri) e solo i piloti più talentuosi riescono ad affrontarla con il piede completamente affondato sul pedale dell'acceleratore.

In questo punto del circuito si possono raggiungere i 335 km/h di velocità.

Seconda Variante

Seconda Variante

La Seconda Variante, denominata anche Variante della Roggia, va affrontata a poco più di 100 km/h (logicamente bisogna frenare parecchio visto che si arriva dalla Curva Biassono) e consiste in una esse sinistra-destra modificata nel 2000 e meno stretta della "versione" precedente.

Inizialmente chiamata Curva della Roggia (per via di un corso d'acqua che sorgeva nelle vicinanze), fu trasformata in variante nel 1976 per ridurre la velocità.

Prima Curva di Lesmo

Prima Curva di Lesmo

La Prima Curva di Lesmo tende a destra, ha un raggio di 75 metri e si percorre a circa 180 km/h.

Circondata dagli alberi (per questo fu inizialmente denominata Curva delle Querce), cambiò anche nome in Curvetta di Lesmo, vista la breve lunghezza e la vicinanza al paese omonimo.

Seconda Curva di Lesmo

Seconda Curva di Lesmo

Difficile tenere la vettura in strada in questa curva a sinistra che si percorre a circa 160 km/h e segue di soli 200 metri la Prima Curva di Lesmo.

La Seconda Curva di Lesmo, "rallentata"  tra il 1994 e il 1995, ha ora un raggio di 35 metri. Nel 1922 era chiamata Curva dei 100 Metri mentre nel 1927 fu denominata Curva del Bosco dei Cervi. Fino all'inizio degli anni Novanta, prima delle modifiche al tracciato, si affrontava a quasi 300 chilometri orari.

Curva del Serraglio

Curva del Serraglio

Sembra un rettilineo ma in realtà la Curva del Serraglio consiste in una leggerissima piega a sinistra dal raggio di 600 metri seguita da un tratto dritto che incrocia la curva Sopraelevata Nord dell'anello di alta velocità.

In questo punto (che prende il nome dalla casa di caccia del Re) si raggiunge una velocità di circa 330 km/h.

Variante Ascari

Variante Ascari

Una curva a sinistra, seguita da una a destra e immediatamente dopo da un'altra a sinistra: tre cambi di direzione da percorrere ad una velocità intorno ai 200 km/h.

Inizialmente chiamata Curva del Platano (o del Vialone, in quanto passava sopra il viale d'accesso all'Autodromo), cambia nome nel 1955, quando il 26 maggio Alberto Ascari perde la vita in questo punto durante una sessione di prove private.

Nel 1972, per ridurre le velocità, viene realizzata una chicane nel punto di entrata e nel 1974 diventa una variante dopo ulteriori modifiche all'ampiezza e al tratto di uscita.

Curva Parabolica

Curva Parabolica

La Curva Parabolica si affronta a circa 180 km/h e ha un raggio crescente che permette di percorrere il tratto finale in piena accelerazione.

Negli anni Venti questa parte del circuito aveva una pavimentazione formata da tanti cubetti di porfido ed era composta da due tornanti uniti da un breve rettilineo. L'attuale conformazione risale al 1955.

Curva Parabolica

Curva Parabolica

La Curva Parabolica si affronta a circa 180 km/h e ha un raggio crescente che permette di percorrere il tratto finale in piena accelerazione.

Negli anni Venti questa parte del circuito aveva una pavimentazione formata da tanti cubetti di porfido ed era composta da due tornanti uniti da un breve rettilineo. L'attuale conformazione risale al 1955.

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