• pubblicato il 06-09-2012

F1 - GP Italia 2012, il lato oscuro della pit lane walk

di Marco Coletto

Un privilegio (e un incubo) per i tifosi

Botte, spintoni, urla, Polizia e Carabinieri: non si tratta di una rissa allo stadio ma della pit lane walk del GP d'Italia 2012, ovvero l'unico momento in cui i tifosi possono ammirare da vicino i piloti di F1.

Questo "privilegio" (se così si può chiamare il rimanere fermi tre ore ad aspettare un driver , senza oltretutto la certezza di portare a casa un autografo) è concesso gratuitamente a tutti i possessori dell'abbonamento di tre giorni a Monza e a tutti quelli che hanno pagato 45 euro per assistere alle prove libere del venerdì.

Il nostro consiglio, a meno che non siate particolarmente masochisti, è quello di non partecipare o di aspettare che la folla si diradi: si rischia seriamente di ritrovarsi accalcati come sardine a litigare con il vicino mentre dall'altra parte della protezione un addetto alle pubbliche relazioni provvede a consegnare foto già firmate.

I piloti si concedono soltanto per una ventina di minuti - qualcuno con più entusiasmo, altri invogliati come se dovessero andare a farsi estrarre un dente - mentre i meccanici dei team ne approfittano per testare i pit stop (l'unico momento veramente interessante del pomeriggio).

Insomma, la pit lane walk a nostro avviso non è la soluzione migliore per avvicinare la gente al mondo fatato del Circus. Ma la scelta di mettere Gran Premi in posti privi di pubblico ma pieni di soldi (un esempio? Il Bahrain) dimostra che tra le priorità della FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) il lato economico sopravanza di gran lunga quello umano.

F1 - GP Italia 2012, il lato oscuro della pit lane walk

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