• pubblicato il 25-01-2016

I motori più strani della F1

Da Acer a TAG Heuer: i più curiosi "fornitori" di propulsori

Il motore TAG Heuer “scelto” dalla Red Bull per partecipare al Mondiale F1 2016 è solo l’ultimo di una serie di strani accordi che hanno consentito nel corso degli anni a diverse aziende lontane dal mondo dei propulsori automotive di “fornire” unità alle monoposto del Circus. Di seguito troverete i legami più curiosi di sempre.

I motori più strani della F1: Acer e Prost

Nel 2001 la Ferrari è l’unica Casa disposta a fornire un motore di F1 alla scuderia francese Prost. Lo sponsor Acer, azienda taiwanese specializzata in hi-tech, si offre di pagare interamente la somma necessaria per l’acquisto delle unità del Cavallino - dei 3.0 V10 da 800 CV - e in cambio chiede (e ottiene) di poter ribattezzare il propulsore con il proprio nome.

La Prost Acer termina il Mondiale F1 2001 in 9° posizione mentre il suo driver di punta, il tedesco Heinz-Harald Frentzen, chiude il campionato Piloti in 13° piazza.

I motori più strani della F1: Fondmetal e Minardi

La Fondmetal è un’azienda bergamasca specializzata nella produzione di cerchi in lega: il fondatore Gabriele Rumi sbarca in F1 come costruttore all’inizio degli anni ’90, alla fine del 1997 diventa proprietario della Minardi e tre anni più tardi decide di ribattezzare con il nome della sua società i motori 3.0 V10 Ford destinati al suo team.

La Minardi Fondmetal termina il Mondiale F1 2000 in 10° posizione con zero punti conquistati e tre ottavi posti come migliori piazzamenti.

I motori più strani della F1: Petronas e Sauber

La compagnia petrolifera malese Petronas ora fornisce benzina alle monoposto Mercedes di F1 ma tra il 1997 e il 2005 ha addirittura “costruito” motori  - dei 3.0 V10 Ferrari rimarchiati per ragioni di sponsorizzazione - per la Sauber.

La Sauber Petronas mostra le cose migliori nel Mondiale F1 2001: 4° tra i Costruttori e il driver tedesco Nick Heidfeld 8° tra i Piloti.

I motori più strani della F1: Playlife e Benetton

Tra il 1998 e il 2000 la Benetton decide di utilizzare il nome Playlife (marchio di abbigliamento, ora scomparso, appartenente al colosso della moda trevigiano) per ribattezzare i motori 3.0 V10 Supertec (costruiti da Mecachrome e a loro volta derivati da unità Renault).

La Benetton Playlife mostra le cose migliori nel Mondiale F1 2000: 4° tra i Costruttori e il nostro Giancarlo Fisichella 6° tra i Piloti.

I motori più strani della F1: Pratt & Whitney e Lotus

Il rapporto tra Pratt & Whitney (azienda aerospaziale statunitense specializzata in propulsori aeronautici) e la Lotus nasce ufficialmente nel 1968 quando il fondatore del team britannico Colin Chapman decide di schierare alla 500 Miglia di Indianapolis una monoposto a turbina.

Il motore a turbina Pratt & Whitney di derivazione aeronautica alimentato a kerosene viene montato anche in tre GP del Mondiale F1 1971 dalla Lotus 56B. La vettura - veloce ma anche pesante e assetata di carburante - taglia il traguardo in una sola occasione: con il brasiliano Emerson Fittipaldi 8° in Italia.

I motori più strani della F1: TAG Heuer e Red Bull

La scelta della Red Bull di correre il Mondiale F1 2016 con motori “forniti” dal marchio di orologi svizzero TAG Heuer (in realtà dei 1.6 V6 Renault) è dovuta a due ragioni: il ritorno della Régie nel Circus come costruttore e i contrasti avvenuti nel corso del 2015 tra la Casa francese (colpevole di aver realizzato propulsori poco potenti) e la scuderia fondata da Dietrich Mateschitz (accusata dal marchio transalpino di aver criticato troppo la scorsa stagione e di non aver valorizzato le vittorie ottenute nella prima metà di questo decennio).

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