• pubblicato il 21-01-2013

F1 - Timo Glock, un talento mai sbocciato

di Marco Coletto

Storia del pilota tedesco, che ha rinunciato al Circus per inseguire un sogno

L'addio di Timo Glock alla Marussia segna molto probabilmente la fine della carriera in F1 di un talento mai sbocciato. Noto soprattutto per il sorpasso subito da Lewis Hamilton nel 2008 che tolse il Mondiale a Felipe Massa, ha rinunciato a due anni di contratto con la scuderia russa (che, dopo Max Chilton, molto probabilmente ingaggerà Vitaly Petrov, un altro pilota più dotato di soldi che di bravura) per inseguire il sogno di correre nel DTM con la BMW, una categoria meno nota ma più meritocratica.

Glock è quello che si dice una "promessa non mantenuta": nato a Lindenfels (Germania) il 18 marzo 1982, inizia la propria carriera nel motorsport nel 1998 con i kart. Solo due anni più tardi si aggiudica la ADAC Formula Junior Cup e nel 2001 diventa campione tedesco di Formula BMW. Quest'ultimo successo gli apre le porte della Formula 3: ottiene un terzo posto ai campionati nazionali e chiude quinto la serie europea.

Nel 2004 viene chiamato in Formula 1 dalla Jordan: disputa quattro gare e ottiene prestazioni simili a quelle del compagno di squadra Nick Heidfeld. Il settimo posto in Canada, tuttavia, non è sufficiente a garantirgli il posto fisso nel Circus e per questa ragione si trasferisce in America, dove nel 2005 si cimenta nel campionato Champ Car.

Il 2006 è l'anno del passaggio in GP2, serie che si aggiudica nel 2007 (quando ottiene anche un posto come tester per la BMW Sauber) davanti a Lucas di Grassi. Il ritorno in F1 avviene nel 2008 con la Toyota ma la situazione non è delle migliori: dopo due stagioni deludenti con risultati inferiori a quelli del compagno Jarno Trulli si trasferisce alla Virgin.

Cambia la monoposto, non cambiano i risultati: Timo le "prende" dal debuttante coéquipier di Grassi, nel 2011 - con i colori della Marussia - subisce la concorrenza del compagno Jérôme d'Ambrosio (un altro "rookie") mentre solo nel 2012 riesce a fare meglio di Charles Pic.

Nella speranza che Glock possa tornare a brillare come un tempo gli auguriamo un grosso in bocca al lupo per la sua prossima avventura: qualunque essa sia.

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