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  • pubblicato il 29-04-2016

Lamborghini: intervista a Giorgio Sanna, l'uomo del Motorsport

di Simone Antonietti

Giorgio Sanna è un vulcano di idee e progetti.

Una di quelle persone che, anche nel corso di una breve chiacchierata, ti trasmette passione, visione e ottimismo.

Per i pochi che non lo conoscessero, è il responsabile del Motorsport di Automobili Lamborghini dal gennaio del 2015, ma ha alle spalle una brillante carriera da pilota nelle categorie GT e un passato da capo collaudatore nella Direzione Ricerca e Sviluppo, sempre in Lamborghini.

Lo incontriamo a margine della conferenza stampa organizzata per presentare la stagione 2016 del Lamborghini Blancpain Super Trofeo. L’occasione perfetta per fare il punto della situazione sull’impegno di Lamborghini nel Motorsport e provare a scucire qualche piccola anticipazione sul futuro.

L'intervista

Avete appena lanciato il Kart Drivers Program. Quali sono gli obiettivi del programma?

“Il progetto, che parte quest’anno, è un programma laboratorio, dedicato ai giovanissimi. Saremo supportati da Danilo Rossi, 5 volte campione del mondo Kart, che avrà l’onore e l’onere di selezionare i migliori “pilotini” per conto di Lamborghini Squadra Corse. Questi ragazzi durante la stagione avranno l’opportunità di vivere una giornata in pista con un nostro factory driver, che li seguirà nell’apprendimento della guida in Kart. Avranno inoltre l’opportunità di vivere una giornata in pista insieme ai nostri piloti ufficiali per vivere da vicino la giornata tipo del pilota professionista”

A conferma del fatto che credete e investite molto sulle giovani promesse, anche quest’anno abbiamo tanti giovani piloti iscritti al Lamborghini Super Trofeo. Ci racconti brevemente il Young Drivers Program?

“Il programma è dedicato ai migliori 12 piloti fino ai 26 anni di età, selezionati attraverso i campionati Lamborghini Blancpain Super Trofeo di tutto il mondo. Hanno l’opportunità di vivere e contribuire realmente allo sviluppo dei nostri prodotti. Lavorano in pista con i nostri tecnici alla messa a punto della vettura e allo sviluppo delle innovazioni tecnologiche dei prossimi anni. Ho vissuto in prima persona un’esperienza di questo tipo nei miei primi 13 anni di carriera in Lamborghini, come capo collaudatore, e quindi posso confermarne l’importanza per la crescita di un pilota”

Il Lamborghini Blancpain Super Trofeo è giunto all’ottava stagione. Anche quest’anno sono davvero tante le vetture in gara. Qual è stata, nel corso degli anni, la ricetta giusta per costruire questo campionato di successo?

“Prima di tutto bisogna dare merito a chi ha gestito prima di me il Lamborghini Blancpain Super Trofeo. Siamo partiti da zero in un contesto dove i nostri competitor sono presenti da oltre 50 anni. Da quando abbiamo creato Lamborghini Squadra Corse nel 2013, l’impegno è sempre stato quello di una strategia a lungo termine. La ricetta è semplice: passione, umiltà, dedizione al lavoro e acquisire competenze specifiche per competere ad alti livelli”

Avete già venduto  40 Huracán in allestimento GT3 clienti. Lo considerate un buon traguardo, oppure avete obiettivi più ambiziosi?

“Siamo solo all’inizio. Nel Super Trofeo, abbiamo venduto 120 macchine in soli 18 mesi, a dimostrazione della bontà e della competitività del prodotto (Lamborghini Huracán, ndr). Abbiamo inoltre, cosa per noi fondamentale, uno splendido rapporto diretto con tutti i customer team, sia nel Super Trofeo che nei campionati GT3”

Nei campionati GT la concorrenza è molto agguerrita: Ferrari, Audi, Bentley, Nissan, Mercedes…solo per citare alcuni costruttori. La Huracán saprà vincere nei campionati GT di tutto il mondo già da quest’anno?

“Partiamo dal presupposto che la GT3 è una categoria molto particolare, soggetta al balance of performance, creato per dare a tutti l’opportunità di competere per la vittoria. Di conseguenza, non sempre il miglior prodotto riesce a dominare. Comunque, ovviamente tutte le domeniche noi e i nostri clienti scendiamo in pista per vincere, facciamo e faremo del nostro meglio per riuscirci”

In passato hai gareggiato in prima persona a Monza. Qual è il tuo ricordo più bello legato a questa pista? E quello più brutto?

“Se devo essere sincero, su questa pista ho solo bei ricordi anche perché qui da pilota credo di aver vinto nell’80% delle mie partecipazioni. E’ una pista da uomini veri, molto veloce ma anche molto difficile. Se devo scegliere un momento, mi vengono in mente le doppiette, intese come doppie vittorie in un weekend di gara, ottenute nel campionato GT al volante della Lamborghini Gallardo, a cavallo tra il 2010 e il 2012”

È più difficile essere un pilota oppure essere a capo del Motorsport Lamborghini?

“Sicuramente il ruolo che ricopro attualmente è più complicato. Il lavoro del pilota risulta quasi naturale per chi ha la fortuna di nascere con le doti giuste. Comunque mi sento molto a mio agio anche nel ruolo di manager, per il fatto di essere cresciuto all’interno di Lamborghini e avere acquisito le qualità necessarie per ricoprire queste funzioni. Ovviamente le responsabilità crescono, non si è più solamente padroni di sé stessi e della vettura ma di un grande team di persone”

Qual è il tuo modello preferito di Lamborghini? Perché?

“Il prossimo, ma non posso dirti il perché (ride e arrosisce)”

Almeno dicci il nome e quando uscirà!

“Il nome non posso, però la vedrete presto, siamo molto attivi come sempre (continua a ridere)”

Hai stabilito il record mondiale FIA di velocità sulla distanza di 24 ore e il record mondiale FIA per auto di produzione sulla distanza di un’ora. Hai già in mente il tuo prossimo record personale, in pista o in ufficio?

“Oggi sono concentrato sui record di natura sportiva e commerciale a livello manageriale. Sono orgoglioso dei record che ho stabilito in pista insieme a Lamborghini, però per guadagnarseli bisogna essere giovani, incoscienti e avere un debole per la velocità. Diciamo che ho giocato dei jolly e ne è valsa la pena. L’obiettivo per il futuro è quello di portare Lamborghini a competere ai massimi vertici del Motorsport”.

Lamborghini: intervista a Giorgio Sanna, l'uomo del Motorsport

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