• pubblicato il 13-05-2014

Jean Todt, non solo Ferrari

L'attuale presidente della FIA può vantare numerosi successi sportivi, non solo con la Rossa

Il nome di Jean Todt è impossibile da dimenticare per gli appassionati di F1 e, soprattutto, per i tifosi della Ferrari. L’attuale presidente della FIA ha infatti permesso alla Rossa di conquistare, nel periodo in cui è stato direttore generale e amministratore delegato del Cavallino, ben quattordici Mondiali.

Il suo ruolo a Maranello è stato fondamentale ma i suoi successi non si limitano alla pista. Scopriamo insieme la storia ricca di vittorie del francese più amato dagli italiani.

Jean Todt: la biografia

Jean Todt nasce il 25 febbraio 1946 a Pierrefort (Francia). Appassionato di motori fin da ragazzino, inizia a cimentarsi come pilota nei rally con la Mini del padre ma presto capisce di cavarsela meglio sul sedile del passeggero.

Navigatore

Jean debutta come navigatore nel 1966 e impiega poco tempo a farsi un nome. Nel 1968 conquista la Lyon-Charbonnières a fianco di Jean-Claude Andruet e due anni più tardi vince il Tour de France insieme a Jean-Pierre Beltoise e a Patrick Depailler.

I risultati più importanti arrivano però all’inizio degli anni Ottanta, più precisamente nel 1981: anno in cui naviga Guy Fréquelin sulla Talbot Sunbeam Lotus vincitrice del Mondiale Rally Costruttori.

Manager in Peugeot

Nello stesso anno Jean Todt decide di spostarsi dietro le quinte del mondo del motorsport e viene nominato direttore sportivo della Peugeot. La Casa francese torna nel WRC nel 1984 con la 205 Turbo 16, vettura che nel biennio 1985-1986 porta a casa quattro Mondiali: due Costruttori e due piloti (Timo Salonen e Juha Kankkunen).

La Casa del Leone domina anche la Dakar portando a casa quattro edizioni consecutive - due con la 205 e due con la 405, tre con Ari Vatanen e una con Kankkunen - tra il 1987 e il 1990. Memorabile la gara del 1989, il cui esito viene deciso da Todt a testa o croce per evitare che i due piloti titolari - Vatanen e Jacky Ickx - si eliminino a vicenda.

Sotto la direzione di Jean Todt la Peugeot conquista anche due edizioni della 24 Ore di Le Mans (1992 e 1993) con la 905: il primo anno l’equipaggio è composto da Mark Blundell, Yannick Dalmas e Derek Warwick, nel secondo salgono sul gradino più alto del podio David Brabham, Christophe Bouchut e Eric Hélary.

L’epopea Ferrari

Pochi giorni dopo la seconda vittoria del Leone a Le Mans Todt debutta in F1 come direttore sportivo della Ferrari (il primo straniero a ricoprire questo ruolo). La situazione a Maranello non è delle migliori visto che il titolo Costruttori manca dal 1983 e quello Piloti addirittura dal 1979.

La cura Jean Todt inizia a vedersi già l’anno seguente con il ritorno al successo in un GP (Berger, Germania) - evento che non si verificava dal 1990 - ma la vera svolta arriva nel 1996, quando decide di ingaggiare dalla Benetton tre uomini che faranno la fortuna della Rossa: il pilota Michael Schumacher, il progettista Rory Byrne e il direttore tecnico Ross Brawn.

Grazie a questo mix di talenti la Ferrari conquista - nel periodo compreso tra il 1999 e il 2004 - undici Mondiali (sei Piloti e cinque Costruttori) su dodici disponibili. Nel 2004 Todt viene nominato anche direttore generale della Casa emiliana e nel 2006 amministratore delegato. Abbandona tutti i ruoli nel 2008 dopo aver ottenuto altri tre titoli iridati - uno Piloti (con Kimi Räikkönen nel 2007) e due Costruttori (2007 e 2008) - e nel 2009 viene eletto presidente della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile).

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