Justin Wilson
  • pubblicato il 25-08-2015

È morto Justin Wilson, il gigante della F1

Il pilota più alto della storia del Circus è scomparso nella notte dopo uno sfortunatissimo incidente in IndyCar

Justin Wilson - il pilota più alto della storia della F1 (1,93 metri) - è morto nella notte a causa delle ferite riportate alla testa in seguito ad uno sfortunatissimo incidente sul circuito di Pocono (Pennsylvania) nella penultima prova stagionale della serie statunitense IndyCar.

Domenica scorsa il driver britannico - che correva per il team Andretti - è stato colpito alla testa da un pezzo della monoposto di Sage Karam (vittima di un incidente): trasportato all’ospedale di Allentown, è stato in coma per un giorno prima di arrendersi. Erano quasi quattro anni (Dan Wheldon nel 2011) che non si registravano vittime nel più importante campionato statunitense per vetture a ruote scoperte.

Chi era Justin Wilson

Justin Wilson nasce a Sheffield (Regno Unito) il 31 luglio 1978: inizia a correre con i kart a nove anni e successivamente debutta con le monoposto in Formula Vauxhall. Nel 1998 si aggiudica la prima edizione del campionato Formula Palmer e l’anno seguente passa alla F3000: nel 2001 diventa l’unico pilota britannico di sempre ad aggiudicarsi questa serie dominando la stagione e piazzandosi davanti ad un certo Mark Webber.

Nel 2002 si cimenta nelle World Series Nissan e chiude in sesta posizione la 12 Ore di Sebring con una Ascari insieme ai connazionali Ben Collins (il primo Stig di Top Gear) e Christian Vann. Ha la possibilità di debuttare in F1 rimpiazzando il pilota titolare - il malese Alex Yoong - per due gare ma l’abitacolo è troppo piccolo per accogliere un gigante come lui.

Il debutto in F1

Justin Wilson debutta in F1 nel 2003 con una Minardi caratterizzata da un abitacolo più spazioso del normale: disputa i primi undici GP stagionali risultando più lento del più esperto compagno olandese Jos Verstappen mentre nelle ultime cinque gare viene chiamato dalla Jaguar per rimpiazzare il brasiliano Antônio Pizzonia. Va a punti in una sola occasione (8° negli USA) e convince meno del coéquipier Webber.

La carriera negli USA

Terminata la breve esperienza nel Circus Wilson si trasferisce negli USA nel 2004 per correre nel campionato Champ Car. Nello stesso anno chiude al 22° posto la 12 Ore di Sebring con una Lola guidata insieme al connazionale Phil Andrews e alla venezuelana Milka Duno e partecipa alla 24 Ore di Le Mans con una Dome in un equipaggio composto dall’olandese Tom Coronel e dall’irlandese Ralph Firman. L’esperienza si conclude con un ritiro.

In Champ Car Justin Wilson ottiene risultati notevoli: nel triennio 2005-2007 - dominato dal francese Sébastien Bourdais - termina il campionato una volta in terza posizione e due volte in seconda. Non altrettanto brillanti i piazzamenti ottenuti dal 2008 (anno in cui nasce la IndyCar, nata dalla fusione tra Champ Car e Indy Racing League): tre vittorie e un quinto posto come miglior piazzamento alla 500 Miglia di Indianapolis.

Nel 2012 Justin vince la 24 Ore di Daytona su una Riley insieme agli statunitensi A. J. Allmendinger e John Pew e al brasiliano Oswaldo Negro e partecipa ad una tappa del campionato turismo australiano V8 Supercar con una Holden Commodore. Risale al giugno del 2015, invece, l’unica apparizione in Formula E quando gareggia nel GP di Mosca con il team Andretti.

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