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Mark Webber: una vita da mediano

Storia del pilota australiano della Red Bull, vincente ma non troppo

di Marco Coletto -

Mark Webber può essere considerato il “mediano” della F1. Veloce ma non troppo, vincente ma non abbastanza per puntare ad un Mondiale ma capace di portare punti importanti al proprio team.

Il Mondiale F1 2013 sarà molto probabilmente il suo ultimo campionato nel Circus visto che il prossimo anno dovrebbe far parte del programma Porsche per la 24 Ore di Le Mans. Scopriamo insieme la storia del pilota australiano della Red Bull, uno dei pochi piloti capaci di arrivare ai vertici senza avere alle spalle famiglie miliardarie.

Mark Webber: la biografia

Mark Webber nasce a Queanbeyan (Australia) il 27 agosto 1976. Appassionato fin dall’infanzia di motorsport inizia a correre con le moto come il suo idolo Kevin Schwantz e a 14 anni segue invece le orme del suo altro eroe Alain Prost e passa alle quattro ruote con i kart.

A 17 anni diventa campione dello stato del New South Wales e l’anno successivo partecipa al campionato australiano di Formula Ford con una monoposto regalatagli dal padre e con i soldi guadagnati come istruttore di guida. I primi risultati importanti arrivano nel 1995 (terzo nel Festival), quando grazie alla sua manager Ann Neal – che diventerà la sua attuale compagna – ottiene una sponsorizzazione importante da parte delle Pagine Gialle australiane.

Le prime vittorie

Il 1996 è un anno importante per Mark Webber: si aggiudica il Formula Ford Festival (in un’edizione, a dire il vero, povera di talenti), termina al secondo posto il campionato inglese e al terzo la serie europea.

L’anno seguente si fa conoscere in F3 chiudendo al terzo posto i Masters e affrontando la serie britannica e il GP di Macao grazie ad un prestito (in seguito restituito) del rugbista australiano – nonché suo concittadino – David Campese.

Le ruote coperte

Mark Webber passa alle ruote coperte nel 1998 e prende parte al Campionato FIA GT con la Mercedes in coppia con Bernd Schneider ottenendo un terzo posto.

Sfortunate le due partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans, sempre con la Stella: nel 1998 è costretto al ritiro in gara per un problema meccanico e nel 1999 è vittima di un pauroso incidente in prova quando la sua CLK, per un problema aerodinamico, decolla e si capovolge in rettilineo.

La Formula 3000

La Formula 3000 è l’ultima categoria propedeutica affrontata da Mark Webber: nel 2000 – quando viene nominato tester in F1 per la Arrows – arriva terzo mentre l’anno seguente – quando svolge lo stesso lavoro per la Benetton – chiude al secondo posto dietro a Justin Wilson.

Il debutto in F1

Il debutto in F1 di Webber è eccezionale: al volante di una poco competitiva Minardi termina al quinto posto il GP d’Australia ottenendo gli unici punti stagionali della scuderia faentina. Per il resto della stagione il driver australiano surclassa i compagni di squadra Alex Yoong e Anthony Davidson.

Nel 2003 Mark Webber si trasferisce alla Jaguar: disputa due stagioni (meglio la prima della seconda) e si sbarazza agevolmente di Antônio Pizzonia e Justin Wilson e – l’anno seguente – di Christian Klien.

L’avventura in Williams

Il primo anno alla Williams, il 2005, è caratterizzato dal primo podio in carriera – terzo a Monte Carlo – ma allo stesso tempo i risultati sono inferiori a quelli del compagno Nick Heidfeld. La situazione cambia quando il tedesco abbandona la stagione a causa di un incidente in moto: il suo sostituto – di nuovo Pizzonia – non si rivela altrettanto valido.

Nel 2006 Mark Webber deve fare i conti con una macchina meno competitiva a causa del cambiamento del motore – da BMW a Cosworth  – ma il suo rendimento è comunque migliore di quello del coèquipier Nico Rosberg.

La vita in Red Bull

Il debutto in Red Bull di Webber risale al 2007: arriva un altro podio, nel GP d’Europa, ma il collega David Coulthard offre una maggiore continuità. La situazione si inverte nel 2008.

L’arrivo di Sebastian Vettel e la presenza di una monoposto più competitiva cambia la carriera di Mark Webber, che comincia a vincere ma al tempo stesso si ritrova con un compagno di squadra imbattibile. Nelle cinque stagioni di convivenza (compresa quella attuale) il driver australiano non è mai stato in grado di contrastare il giovane talento tedesco: il suo palmarès, in compenso, può vantare tre terzi posti nei Mondiali 2010 e 2011, 9 vittorie, 11 pole position e 15 giri veloci.

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