Maverick  Viñales
  • pubblicato il 12-08-2016

Intervista a Maverick Viñales: l'idolo Valentino Rossi, la disciplina ferrea e la fidanzata asso del cross

di Cristina Marinoni

Il 21enne pilota catalano mette da parte la sua nota riservatezza e parla a ruota libera

Da promessa a certezza.

È questa la scommessa di Maverick Viñales per la prossima stagione.

Campione del mondo della Moto3 nel 2013, il fenomeno catalano del Team Suzuki Ecstar, classe 1996, è pronto ad affrontare una sfida entusiasmante: sarà lui a dividere il box della Movistar Yamaha con Valentino Rossi almeno fino al 2018.

Del resto, se porti il nome del protagonista di Top Gun non puoi che puntare in alto. "Sono onorato e felice di lavorare a fianco del Dottore: è da sempre il mio idolo" dichiara.

Maverick Viñales: l'intervista

Sei riservato e di te sappiamo poco: come hai scoperto le due ruote?

"La moto è una passione di famiglia. In particolare, mi ha spronato mio cugino Isaac, che ha 3 anni più di me e a 13 anni era già un pilota professionista: ho seguito le sue orme".

Se avessi scoperto di non avere abbastanza talento in pista, ora cosa faresti?

"Proprio non so! A scuola ero molto bravo, soprattutto in matematica: probabilmente frequenterei l'università".

Quando non sei nel paddock come ti piace trascorrere le giornate?

"Amo il motocross: l'altro mio mito è Jeremy McGrath, super campione degli anni '90 e 2000, e mi alleno con Kiara (Fontanesi, 4 titoli mondiali conquistati di fila nella categoria, l'ultimo nel 2015, sua fidanzata da circa un anno, ndr).

Vado matto anche per il calcio. Da piccolo ero forte, giocavo in attacco, ma anche adesso me la cavo bene".

La tua squadra del cuore è il Barcellona?

"Strano ma vero, no, è il Chelsea: però non ho mai tifato per i 'Blues' dalle tribune. Prima o poi ci riuscirò".

In sella sei un fuoriclasse: qual è la dote che più di tutte ti ha catapultato nella massima categoria?

"La disciplina. Nel momento in cui mi metto in testa un obiettivo, non mi risparmio e seguo una tabella di marcia precisa: costa fatica ma non sgarrare è l'unico metodo per raccogliere frutti".

Sei inflessibile anche lontano dal circuito?

"A casa, meno. Sia quando mi trovo da solo, in Catalogna, sia quando sto con Kiara, in Italia".

A tavola?

"Cucinare diversi piatti, dalla pasta alla carne, però so moderarmi. Invece è un'impresa resistere alla crema catalana".

Tu e Kiara fate sul serio: cosa ti ha colpito di lei?

"La bellezza! E il carattere tosto".

Dove vi siete incontrati?

"Su Twitter: io la seguivo [il suo account maverickmack25, quello di Kiara invece è kiarafontanesi, NdR] e, quando se n'è accorta, è diventata mia follower. Abbiamo iniziato a scriverci messaggi, a sentirci su Whatsapp e ci siamo visti dopo un mese e mezzo".

Da pilota a pilota: Kiara ti dà consigli?

"Sì. Per esempio, mi ripete sempre di stare calmo.

A dire la verità, me lo dicono tutti: non perché me la prenda facilmente o abbia un'indole attaccabrighe, il problema è che sono impaziente, troppo impaziente: non vedo l'ora di piazzarmi in griglia di partenza e provare a superare la bandiera a scacchi prima degli altri".

Riesci mai a tirare il fiato?

"L'adrenalina sale durante il weekend di gara, negli altri giorni sono più tranquillo. Però non sto comunque fermo.

Muovermi, che si tratti di allenarmi in palestra o in bici, mi rilassa molto. Dopo un Gran Premio, invece, ho bisogno di pace totale e di solito guardo un film".

L'anno prossimo avrai a disposizione la M1, uno dei prototipi più competitivi, e affronterai una continua battaglia con i migliori. Chi stimi di più?

"Impossibile stilare una graduatoria: ho rispetto per tutti, dal primo all'ultimo, perché non è facile conquistare un posto nella classe regina.

Nomino solo i primi 5 in classifica altrimenti non finisco più.

Rossi credo sia il numero 1 in assoluto, in più è molto simpatico, nessuno ha il suo carisma. Márquez è aggressivo e non molla mai: con la sua determinazione è capace di vincere a pochi metri dal traguardo. Lorenzo è la concentrazione in persona: quando abbassa la visiera, sparisce tutto il resto mentre Pedrosa ha tecnica e rigore invidiabili. Non sarebbe male rubare una qualità a ciascuno".

(Foto: Stefano Biondini)

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