• pubblicato il 25-03-2015

MotoGP 2015, in Qatar ha inizio il motomondiale

di Francesco Irace

Si parte questo weekend con il primo round della stagione 2015 della MotoGP

Avviate la giostra, la MotoGP 2015 ha inizio.

Si parte questo weekend, in Qatar, sulla pista di Losail dove pochi giorni fa si sono tenuti gli ultimi test pre-season. Da domenica si riaccendono i semafori e le moto dei 25 piloti presenti sulla griglia di partenza.

Quella del 2015 sarà una stagione della MotoGP scoppiettante, lo assicurano i protagonisti e lo confermano i valori emersi nel corso dei test invernali

Marquez è il più forte, ma la concorrenza è cresciuta in numero e in qualità

Se è vero che il campione del mondo in carica Marc Marquez resta il più forte ed è indubbiamente il favorito anche quest’anno, è vero anche che la concorrenza è cresciuta e migliorata tanto.

E la dimostrazione più lampante viene da Borgo Panigale, dove Gigi Dall’Igna ha sfornato una Ducati GP15 che ricorda la moto precedente solo nella livrea: tutto il resto è cambiato.

È una moto completamente nuova, che ha già dato prova della sua competitività tra le mani dei due Andrea (Dovizioso e Iannone).

Sarebbe prematuro e anche azzardato pensare ora che uno dei due possa lottare per il titolo della MotoGP 2015, ma di sicuro entrambi hanno le potenzialità per stare con i migliori, per dare fastidio a Marquez e probabilmente anche per vincere qualche gara.

Ducati, quali sono i vantaggi?

Dopo i test qualcuno ha già storto il naso, andando a rispolverare un regolamento che vede le Ducati GP15 privilegiate rispetto alle avversarie (24 litri nel serbatoio anzichè 20, 12 motori su cui poter continuare lo sviluppo invece dei 5 “da non toccare” e gomma extra soffice in qualifica).

Tutto vero, ma va tenuto ben presente che i vantaggi di cui parliamo (presi di comune accordo con tutte le case, tra l’altro) verrebbero a decadere immediatamente in caso di risultati importanti: se una delle Ducati ottenesse una vittoria o tre podi passerebbe a 22 litri di carburante nel serbatoio, con tre vittorie invece si azzererebbero tutti gli altri vantaggi.

Insomma Ducati inizia a preoccupare, comprensibilmente aggiungerei. E crea qualche ansia soprattutto a coloro che quest’anno hanno tutte le intenzioni di insidiare Marquez nella lotta al titolo MotoGP 2015: Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Daniel Pedrosa (ma soprattutto i primi due). 

Le Yamaha di Rossi e Lorenzo, e la voglia di tornare a vincere

Jorge Lorenzo ha già dimenticato la stagione scorsa, iniziata malissimo. Quest’anno è in forma, sia fisicamente che mentalmente e sembra essere molto carico.

È persino più ottimista e a posto con la moto rispetto al suo compagno di squadra Valentino Rossi. Il dottore dopo i test di Sepang è apparso soddisfattissimo della sua M1 e del nuovo cambio seamlsess, ma in Qatar sembra aver fatto un piccolo passo indietro.

Ma al di là dei singoli episodi, che per certi versi lasciano il tempo che trovano, resta il fatto che Valentino il decimo titolo mondiale MotoGP in bacheca vorrebbe metterlo e non gli restano ancora moltissimi anni a disposizione per farlo.

Ha l’entusiasmo di sempre, pari a quello dei suoi “colleghi sbarbatelli”. Si sente in forma come non mai e proverà senza alcun dubbio a dare il massimo dall’inizio senza mai risparmiarsi. 

Ho inserito anche Pedrosa tra i possibili contendenti al titolo perché in fondo le potenzialità ha sempre dimostrato di averle. È un pilota molto forte, esperto, caparbio, che ha sempre pagato però un po’ di discontinuità.

Ora ha lo svantaggio di avere come compagno di squadra un ragazzino dotato di un talento stratosferico, ma anche il vantaggio di avere la sua stessa moto: e che moto. Chissà che il 2015 non possa essere la sua annata migliore. 

MotoGP 2015, i debuttanti

La MotoGP 2015 vedrà esordire quattro rookies (Viñales, Miller, Laverty e Baz) e due Case motociclistiche: Suzuki e Aprilia.

Se per la prima i test hanno dato indicazioni positive e incoraggianti, per la Casa di Noale il discorso è ben più complicato. Aprilia ha deciso di voler anticipare di un anno il debutto, consapevole che questa sarà una stagione di studio sul campo, di confronto e di crescita.

Dunque non sarà un mondiale facile: non tanto per Bautista che sembra aver quantomeno sposato serenamente il progetto, quanto per Marco Melandri che di passare alla MotoGP – lasciando una RSV4 in Superbike molto ma molto competitiva – non è mai apparso entusiasta.

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