• pubblicato il 07-02-2013

Superbike 2013: ecco il team con il quale Aprilia punta a riconquistare il titolo mondiale

di Valerio Boni

L'obiettivo è quello di puntare al titolo, anche senza Biaggi.

Dopo avere chiuso la stagione 2012 con due nuovi titoli mondiali, che hanno portato a quota 51 il bottino della sua storia sportiva, Aprilia si presenta al via del campionato Superbike con una squadra che non rinuncia a essere protagonista.

Con Max Biaggi si era instaurato un rapporto solido, cominciato quando il pilota romano ha mosso i primi passi in pista, e dopo il suo ritiro è stato necessario trovare un sostituto all'altezza.

Così, accanto a Eugene Laverty riconfermato nel team, la struttura è stata integrata con l'arrivo del francese Sylvain Giuntoli, un pilota di grande esperienza, particolarmente a proprio agio nelle condizioni di guida più impegnative, a cominciare dalle manche corse sotto la pioggia.

Una squadra collaudata

Tutto il resto rimane inalterato, con la squadra gestita dall'ingegner Luigi Dall'Igna con il ruolo di responsabile tecnico e sportivo, e Dario Raimondi come team coordinator.

Le due RSV4, la numero 58 di Laverty e la 50 guidata da Guintoli, saranno seguite in pista da differenti gruppi di meccanici, comandati rispettivamente da Marcus Eschembacher e Aligi Deganello.

La quattro cilindri a V si ripresenta come derivata di serie da battere, grazie a una base di partenza di altissimo livello.

Per la 999 è infatti dichiarata una potenza di 230 cavalli a 15.500 giri, e un peso limitato a 165 kg.

Che cosa dicono i piloti

In attesa del debutto della stagione, che partirà il 24 febbraio dall'Australia, Laverty vede sostanzialmente un gruppo di piloti in corsa per il titolo:

«Sarà sicuramente in corsa chi ha chiuso nei primi cinque posti la scorsa stagione. Marco Melandri e Tom Sykes si sono dimostrati molto veloci nei test, e sono assistiti da due team competitivi.

Mi aspetto di vedere anche Carlos Checa lottare per la vittoria, magari dopo un paio di gare visto che porterà in pista una nuova moto».

Guintoli è invece rimasto sorpreso dalle caratteristiche della moto, che fino all'anno scorso aveva visto solo "dall'esterno":

«La cosa che più mi ha sorpreso è stata l’immediata naturalezza nella guida. Sia come posizione in sella che come feeling mi sono trovato subito “a casa”, nonostante in passato abbia guidato moto con caratteristiche molto diverse.

La RSV4 è veloce, ma cosa più importante dispone di regolazioni che ti permettono di adattarla al tuo stile ed alle tue esigenze.

È vero che solo la prima gara mostrerà i valori in gioco, sicuramente essere stati veloci nei test rappresenta già un buon punto di partenza».

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