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Jeep Renegade, le prime impressioni di guida

Abbiamo testato la piccola SUV statunitense (prodotta in Basilicata): buona su asfalto, ottima in fuoristrada

Non fatevi ingannare dalle dimensioni compatte: la Renegade è una Jeep a tutti gli effetti. Abbiamo avuto modo di testare a Balocco l’attesissima piccola SUV del marchio statunitense: di seguito troverete le nostre prime impressioni di guida.

Il design punta ad attirare il pubblico giovane ma conserva alcuni tratti distintivi tipici del brand “yankee” come la calandra a sette barre. L’abitacolo è realizzato con grande cura ed è caratterizzato dalla massima attenzione dal dettaglio: le finiture sono di ottimo livello e i contenuti tecnologici sono di ultima generazione.

Dietro ad uno stile fresco ed innovativo troviamo però un’auto di grande sostanza, ottima anche in fuoristrada: merito soprattutto dei sistemi di trazione integrale Jeep Active Drive e Jeep Active Drive Low. Quest’ultimo, grazie ad una rapportatura del cambio specifica e all’abbinamento con il dispositivo Hill Descent Control, garantisce alla Jeep Renegade un comportamento in off-road ai vertici della categoria.

Inoltre la nuova Sport Utility nordamericana può disconnettere completamente l’asse posteriore, passando fluidamente dalle due alle quattro motrici, e assicurare quindi la gestione permanente della coppia senza intervento da parte del conducente. Una soluzione che influisce positivamente anche sui consumi.

Veniamo al prezzo: le versioni Longitude e Limited della Jeep Renegade con motore 1.4 MultiAir da 140 CV partono da 23.500 euro fino a raggiungere i 32.800 euro per la versione top di gamma Trailhawk dotata di un propulsore 2.0 Mjt da 170 CV, del cambio automatico a nove rapporti e della trazione integrale.