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Giulio Cabianca e la strage della via Emilia

Storia di Giulio Cabianca, pilota veronese protagonista di uno degli incidenti più assurdi della storia del motorsport

Giulio Cabianca

Giulio Cabianca è stato un pilota (molto legato alla Osca) che ha conquistato numerosi successi nelle categorie minori ma è stato anche il protagonista di uno degli incidenti più assurdi e tragici nella storia del motorsport.

Il 17 giugno 1961, durante un test sul circuito di Modena al volante di una Cooper, uscì di pista e – complice un cancello lasciato aperto – dal tracciato travolgendo sulla via Emilia quattro auto e colpendo altri tre motociclisti prima di perdere la vita contro un edificio situato dall’altra parte della statale. Scopriamo insieme la storia del driver veronese.

Giulio Cabianca: la storia

Giulio Cabianca nasce il 19 febbraio 1923 a Verona e inizia a correre dopo la Seconda Guerra Mondiale: il debutto ufficiale risale alla Coppa d’Oro delle Dolomiti del 1947, affrontata al volante di una Fiat Rovelli 1100S.

Le prime vittorie

Le prime vittorie per Cabianca arrivano nel 1949 – a Ferrara e sul circuito del Tigullio – con la Osca MT4. Con la sportiva emiliana sale anche sul gradino più alto del podio del Giro di Calabria (1951 e 1956), del Giro dell’Umbria (1952) e a Caserta (1952). Senza dimenticare il trionfo alla Coppa d’Oro delle Dolomiti del 1956.

La F1

Giulio Cabianca debutta in F1 nel GP d’Italia del 1958 con una Maserati 250F della scuderia di Jo Bonnier ma è costretto al ritiro per un problema al motore. L’anno seguente ci riprova (sempre con una Maserati ma della scuderia Ugolini) e termina in 15° posizione.

Il risultato più importante ottenuto in carriera da Cabianca è il quarto posto nel GP d’Italia del 1960 con una Cooper T51 della scuderia Castellotti.

La morte sulla via Emilia

Giulio Cabianca scompare il 17 giugno 1961 durante un test sul circuito di Modena al volante di una Cooper. La vettura esce di pista per via di un problema al cambio e invece di arrestarsi prosegue la sua folle corsa sulla via Emilia (complice un cancello lasciato aperto) travolgendo quattro auto e tre motociclisti in transito sulla strada statale. Il bilancio complessivo è di quattro morti (compreso Cabianca, schiantatosi contro un edificio situato dall’altra parte della strada).