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Jacky Ickx, i 70 anni di un mito

Il pluriconsonantico pilota belga ha vinto tutto in carriera tranne il Mondiale di F1

Jacky Ickx

F1, endurance, rally raid, turismo, F2 e chi più ne ha più ne metta: Jacky Ickx ha corso e vinto ovunque. Il pilota belga – che questo mese ha compiuto 70 anni – può vantare nel suo ricco palmarès, tra le altre cose, sei 24 Ore di Le Mans e una Dakar ed è stato due volte campione del mondo Sport Prototipi. L’unico alloro che manca alla sua bacheca è il Mondiale F1, più volte sfiorato. Scopriamo insieme la storia di uno dei driver più veloci di sempre.

Jacky Ickx, la storia

Jacky Ickx nasce l’1 gennaio 1945 a Bruxelles (Belgio). Si avvicina al mondo delle corse grazie al padre – noto giornalista specializzato nel motorsport – e dopo aver disputato alcune gare con le moto (trial) si concentra sulle automobili e più precisamente nella categoria turismo.

Il turismo

Ickx comincia a correre con le vetture turismo nella prima metà degli anni ’60: nel 1963 guida una BMW 700 mentre l’anno seguente inizia a farsi notare nel campionato europeo con la Ford Cortina. Nel 1965, al volante di questo modello, porta a casa il titolo belga mentre trionfa nel campionato continentale Divisione 3 con la Ford Mustang (auto con cui bissa il trionfo a livello nazionale nel 1966).

La F2

Nel 1966 Jacky Ickx passa alle monoposto di F2 e nello stesso anno partecipa al GP di Germania di F1 con una Matra motorizzata Ford della scuderia Tyrrell (ritirato). Nel 1967 (anno in cui conquista la 1000 km di Spa con una Mirage insieme allo statunitense Dick Thompson e il campionato europeo di F2 davanti all’australiano Frank Gardner e al francese Jean-Pierre Beltoise) gareggia nuovamente in Germania con la Matra e si ritira dopo aver disputato delle eccellenti qualifiche e una gara strepitosa.

Il debutto in F1

La Cooper si accorge di Jacky e lo ingaggia per disputare gli ultimi due GP della stagione: in Italia, al debutto su una F1, conquista i primi punti in carriera (sesto al traguardo) ma complessivamente si rivela più lento del compagno, l’austriaco Jochen Rindt.

La prima vittoria

Jacky Ickx viene chiamato dalla Ferrari per correre con la Rossa nel Mondiale 1968 e impiega pochissimo tempo a conquistare i tifosi del Cavallino: si rivela più veloce del coéquipier neozelandese Chris Amon e ottiene il primo podio in carriera nel Circus (Belgio), la prima vittoria (Francia) e altri due terzi posti in Gran Bretagna e in Italia.

Il 1968 è anche l’anno in cui arrivano tre vittorie nel Mondiale Sport Prototipi con la Ford GT40: due (6 Ore di Brands Hatch e 1000 km di Spa) in coppia con il britannico Brian Redman e una (6 Ore di Watkins Glen) con il connazionale Lucien Bianchi.

La prima Le Mans e la parentesi Brabham

Nel 1969 Ickx passa alla Brabham e diventa vicecampione del mondo (risultando più rapido del fondatore del team, l’australiano Jack Brabham) grazie a due vittorie (Canada e Germania), a due secondi posti (Gran Bretagna e Messico) e ad una terza piazza ottenuta in Francia.

Nello stesso anno Jacky Ickx conquista – insieme al britannico Jackie Oliver – la 12 Ore di Sebring e la 24 Ore di Le Mans al volante della Ford GT40 ed entra nella storia del motorsport quando in Francia per protestare contro l’anacronistica ed insicura procedura di start (vetture schierate a spina di pesce e piloti allineati dall’altro lato del rettilineo di partenza che attraversano il tracciato correndo a piedi prima di salire in macchina, soluzione che porta i driver a non indossare le cinture di sicurezza per risparmiare tempo) cammina lentamente verso la sua auto, si accomoda a bordo assicurando correttamente il proprio corpo al sedile attraverso il sistema di ritenuta e trionfa comunque.

L’era Ferrari

Il periodo migliore di Jacky in F1 è indubbiamente quello trascorso con la Ferrari all’inizio degli anni Settanta: specialmente nel 1970 quando conquista il 2° posto nel Mondiale con tre vittorie (Austria, Canada e Messico), un secondo posto in Germania e un terzo in Olanda risultando più rapido dei due compagni di scuderia (lo svizzero Clay Regazzoni e il nostro Ignazio Giunti).

Nel 1971 (1° in Olanda, 2° in Spagna e 3° a Monte Carlo) Jacky Ickx fa meglio di Regazzoni e dello statunitense Mario Andretti e l’anno seguente (1° in Germania, 2° in Spagna e a Monte Carlo e 3° in Argentina) si sbarazza nuovamente di questi due driver e dei nostri Nanni Galli e Arturo Merzario. Insieme a quest’ultimo disputa la disastrosa stagione 1973, intervallata da un eccellente GP di Gran Bretagna corso al volante di una McLaren (3°, più veloce dei due coéquipier: lo statunitense Peter Revson e il neozelandese Denny Hulme) e dal GP degli USA (7°, più rapido del compagno neozelandese Howden Ganley) affrontato al volante di una Iso-Marlboro.

Nel 1972 Ickx conquista inoltre ben sei vittorie con la Ferrari 312PB nel Mondiale Sport Prototipi: quattro con Andretti (6 Ore di Daytona, 12 Ore di Sebring, 1.000 km di Brands Hatch e 6 Ore di Watkins Glen), una (la 1.000 km di Monza) con Regazzoni e una (Austria) con Redman. Insieme a quest’ultimo driver trionfa nel 1973 in due 1.000 km iridate: quella di Monza e quella del Nürburgring.

La Lotus e la seconda Le Mans

Il 1974 (corredato dalla vittoria alla 1.000 km di Spa con una Matra-Simca MS670C guidata insieme al transalpino Jean-Pierre Jarier) è l’anno in cui Jacky inizia a correre per la Lotus: porta a casa due terzi posti in Brasile e in Gran Bretagna e trionfa alla Corsa dei Campioni (non valida per il Mondiale) ma si rivela più lento del compagno svedese Ronnie Peterson. L’anno seguente fa meglio del proprio coéquipier ma ottiene solo un podio (l’ultimo nel Circus, 2° in Spagna) e lascia la scuderia – poco competitiva – a metà stagione.

Nel 1975 arriva anche la seconda vittoria alla 24 Ore di Le Mans di Jacky Ickx con una Mirage GR8 guidata insieme al britannico Derek Bell.

La seconda metà degli anni ’70

Nella seconda metà degli anni ’70 Ickx concentra le proprie energie sulle gare endurance. Nel 1976 vince la terza 24 Ore di Le Mans con una Porsche 936 e con la Casa di Zuffenhausen ottiene altri tre successi con il tedesco Jochen Mass (Mugello, Vallelunga, Digione).

Il quarto trionfo sulla Sarthe per Jacky Ickx arriva nel 1977 con la Porsche 936/77 insieme al tedesco Jürgen Barth e allo statunitense Hurley Haywood mentre il binomio con Mass permette al marchio teutonico di trionfare per altre tre volte nel Mondiale Sport Prototipi (Silverstone, Watkins Glen e Brands Hatch) e di portare a casa la 6 Ore di Silverstone del 1979.

Per quanto riguarda la F1 Jacky corre nel 1976 con la Williams (risultando più veloce del compagno francese Michel Leclère e più rapido del nostro Renzo Zorzi nella prima prova stagionale in Brasile). Nella seconda metà del campionato passa alla Ensign e resta con questa scuderia fino al 1978.

Nel 1979 Jacky Ickx conquista il campionato nordamericano Can-Am con una Lola davanti al britannico Geoff Lees e affronta la sua ultima stagione nel Circus al volante di una Ligier, senza tuttavia riuscire a convincere più del coéquipier transalpino Jacques Laffite.

Gli anni ’80

Gli anni ’80 si aprono alla grande per Ickx, che nel 1981 sale sul gradino più alto del podio (per la quinta volta) della 24 Ore di Le Mans insieme a Bell con una Porsche 936 (trionfo bissato l’anno seguente con una 956).

Jacky Ickx conquista inoltre due Mondiali Sport Prototipi con la Porsche nel 1982 (con la 956) e nel 1983 (con la 956-83): il primo anno grazie a quattro vittorie (oltre a Le Mans, la 1.000 km di Spa, la 6 Ore del Fuji e la 1.000 km di Brands Hatch) e il secondo grazie a due successi (Nürburgring e Spa).

L’ultimo successo rilevante per Jacky arriva sempre nel 1983, anno in cui al volante di una Mercedes classe G taglia per primo il traguardo della Dakar.

Gli ultimi trionfi

Anche negli anni ’80 Jacky Ickx resta un protagonista delle gare endurance: nel 1984 vince con la Porsche 956 insieme a Mass a Silverstone e a Mosport e nel 1985 questo binomio porta a casa altri tre successi (Mugello, Silverstone e Shah Alam). Alla fine della stagione – nella quale è protagonista dell’incidente a Spa che porta la morte di Stefan Bellof – Ickx si ritira ufficialmente dalle corse su pista.

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