Auto d'epoca

Lagonda Rapide (1961): la “Quattroporte” dell’Aston Martin

Pianale allungato dell'Aston Martin DB4, motore della DB5 e design italiano (Touring Superleggera): l'ammiraglia Lagonda Rapide del 1961 era la “Quattroporte” dell'Aston Martin

Lagonda Rapide

La Lagonda Rapide – prodotta dal 1961 al 1964 – è il penultimo modello realizzato dall’esclusiva Casa britannica nata nel 1906 e acquistata dall’Aston Martin nel 1947.

Un’ammiraglia raffinata che anticipò di due anni il concetto di “lusso sportivo” portato avanti con maggiore successo dalla Maserati Quattroporte. Eleganza, prestazioni e praticità per questa rara “berlinona” britannica – solo 55 gli esemplari prodotti – che si trova abbastanza facilmente nel Nord Europa a oltre 200.000 euro.

Lagonda Rapide (1961): le caratteristiche principali

La Rapide del 1961 rappresenta il tentativo dell’Aston Martin di risollevare il marchio Lagonda, acquistato nel 1947 ma reduce da scarsi risultati di vendita.

Nonostante il design seducente (salvo che nel frontale) realizzato da Touring Superleggera non riesce a conquistare il pubblico: colpa del peso elevato (che incide negativamente sul piacere di guida nelle curve) e del prezzo molto alto. La Rapide abbandona le scene nel 1964 e bisognerà attendere il 2015 e la Taraf prima di vedere un’altra vettura marchiata Lagonda in commercio.

Lagonda Rapide (1961): la tecnica

La Lagonda Rapide del 1961 è un’ammiraglia molto interessante dal punto di vista tecnico: sviluppata sulla stessa piattaforma (opportunamente allungata) dell’Aston Martin DB4, si distingue per il ponte posteriore De Dion (soluzione scelta per aumentare lo spazio nella zona posteriore che arriverà nella gamma Aston Martin solo con la DBS del 1967).

Anche il motore è diverso: il 3.7 viene rimpiazzato da un 4.0 a sei cilindri in linea da 239 CV che verrà adottato due anni più tardi nientepopodimeno che dalla mitica Aston Martin DB5 (quella di 007).

Lagonda Rapide (1961): le quotazioni

Non fatevi ingannare dalle quotazioni della Lagonda Rapide del 1961 che recitano 100.000 euro: l’ammiraglia inglese è introvabile nel nostro Paese e bisogna sborsare almeno il doppio della cifra per entrare in possesso di uno dei pochi esemplari ben tenuti disponibili nel Nord Europa.