Personaggi

La vita avventurosa di Zora Arkus-Duntov

Storia dell'uomo, nato esattamente 105 anni fa, che trasformò la Chevrolet Corvette in un mito

Zora Arkus-Duntov

Zora Arkus-Duntov – l’uomo che ha trasformato la Chevrolet Corvette in un mito – è nato esattamente 105 anni fa. Scopriamo insieme la storia – ricca di avvenimenti – di questo ingegnere cittadino del mondo che ha contribuito al successo della supercar statunitense.

Zora Arkus-Duntov, la biografia

Zora Arkus-Duntov nasce il 25 dicembre 1909 a Bruxelles (Belgio) da genitori russi che dopo solo un anno tornano a vivere in patria a San Pietroburgo. Appassionato di meccanica e con il sogno di diventare pilota, a 18 anni si trasferisce insieme alla famiglia a Berlino: partecipa ad alcune corse locali, si iscrive all’Università tecnica della capitale tedesca e si laurea in ingegneria meccanica nel 1934.

Le sue origini ebraiche gli impediscono di vivere serenamente in un paese governato dai nazisti e per questa ragione si trasferisce a Parigi: nella capitale francese incontra Elfi Wolff (ballerina tedesca alle Folies Bergère) e la sposa due anni più tardi.

La Seconda Guerra Mondiale

Quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale Zora Arkus-Duntov si arruola insieme al fratello Yura nell’aviazione transalpina come pilota. Quando la Francia si arrende ai tedeschi ottiene dei visti d’uscita per sé e la sua famiglia grazie al consolato spagnolo di Marsiglia e riesce a raggiungere New York passando per il Portogallo.

In America

Zora si stabilisce a Manhattan e fonda insieme al fratello la Ardun, officina specializzata in munizioni militari. Dopo il conflitto i due si concentrano nella preparazione di motori V8 Ford: per risolvere i problemi di surriscaldamento dei propulsori montati dai veicoli commerciali della Casa dell’Ovale Blu progetta nuove teste usando gli alloggiamenti delle valvole per far passare le aste e collocando le valvole alla sommità delle teste. La trasformazione di unità a valvole laterali a valvole in testa permette inoltre di ricavare potenze elevate (300 CV) e viene apprezzata soprattutto dai proprietari di hot-rod. Nonostante il successo la vita della Ardun dura poco a causa di errate scelte finanziarie.

Nella seconda metà degli anni ’40 Zora Arkus-Duntov tenta inoltre, senza fortuna, di diventare un pilota professionista: al volante di una Talbot Lago non riesce a qualificarsi per due volte consecutive (nel 1946 e nel 1947) alla 500 Miglia di Indianapolis.

Il ritorno in Europa

All’inizio degli anni ’50 Arkus-Duntov torna in Europa per sviluppare una vettura da corsa – dotata di un motore Cadillac 5.4 V8 – insieme alla Casa britannica Allard. Al volante di quest’auto prende parte a due edizioni della 24 Ore di Le Mans: nel 1952 arriva 27° insieme al connazionale Frank G. Curtis mentre l’anno successivo termina in 46° posizione con il britannico Ray Merrick.

La Corvette

Terminata l’esperienza con la Allard Zora Arkus-Duntov torna a New York dove trova un lavoro presso l’azienda aeronautica Fairchild. Nel gennaio 1953 ammira al Motorama (esposizione di modelli General Motors presso l’hotel Waldorf-Astoria della Grande Mela) la concept Chevrolet EX-122.

Rimane piacevolmente colpito dalle forme della spider (che anticipano quelle della prima generazione della Corvette) ma è deluso dal motore “fiacco” (3.9 a sei cilindri da soli 150 CV): spedisce quindi una lettera a Ed Cole (capo ingegnere del marchio “yankee”) con alcuni suggerimenti tecnici su come sviluppare la versione di serie.

I vertici Chevrolet, colpiti dalle osservazioni di Zora Arkus-Duntov, lo invitano a Detroit per un incontro e a maggio lo nominano assistente ingegnere. In questa veste fornisce numerosi consigli ai suoi responsabili: quello più rilevante riguarda l’adozione di un più potente motore V8 per conquistare il pubblico giovane.

Le Mans

Nei primi anni in General Motors Zora non disdegna “avventure” con altre Case: partecipa a due 24 Ore di Le Mans con una Porsche 550 nel 1954 (14° insieme al francese Gustave Olivier) e e nel 1955 (13° con il transalpino Auguste Veuillet).

Entrare nel mito

Le vendite della Chevrolet Corvette, poco convincenti nei primi due anni di produzione, decollano nel 1955 grazie all’introduzione (tra gli optional, voluta da Zora Arkus-Duntov) di un motore V8 – un 4.3 da 195 CV – e di un cambio manuale. Nel 1956 questo propulsore – grazie a nuovi alberi a camme progettati dall’ingegnere “belga” – raggiunge una potenza di 240 CV.

Nel 1957 Zora propone di puntare sull’iniezione per incrementare ulteriormente (283 CV) la potenza della supercar statunitense: nello stesso anno viene nominato responsabile dello sviluppo Corvette e direttore della divisione sportiva High Performance. Progetta la Corvette SS: un’auto da corsa nata per partecipare alle gare di durata e dotata di una carrozzeria ultraleggera in magnesio che purtroppo non correrà mai.

Gli anni ’60 e ’70

Per promuovere l’immagine sportiva di Chevrolet Zora Arkus-Duntov realizza nel 1960 la concept CERV I (Chevrolet Engineering Research Vehicle): una monoposto in stile Formula Indy che viene presentata nel mese di novembre sul circuito di Riverside. Tre anni più tardi debutta la Corvette C2, caratterizzata da un design sexy e da motori cattivi quanto basta per poter competere con le sportive europee: la variante da gara Grand Sport è alleggerita e genera 550 CV.

Nel 1964 progetta il prototipo CERV II (trazione integrale e motore 6.2 V8 da 500 CV) e quattro anni più tardi diventa capo ingegnere del programma Corvette. Per sfidare modelli come la Ford GT40 prova a puntare sul motore centrale ma le sue idee vengono bocciate dal management Chevrolet. Si deve quindi “accontentare” di realizzare la prima ZR1 della storia, realizzata sulla stessa base della terza generazione mostrata due anni prima e dotata di ben 466 CV.

Gli ultimi anni

Nel 1975 Zora Arkus-Duntov lascia la General Motors ma continua per tutto il resto della sua vita ad essere l’”uomo immagine” della Chevrolet Corvette. Accanito fumatore, contrae il cancro ai polmoni nel 1995 e scompare il 21 aprile 1996 a Detroit (USA).

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