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Quale cambio automatico scegliere per essere soddisfatti. E no, non sono tutti uguali

Una guida semplice per capire quando dà il suo meglio e il suo peggio e chi dovrebbe acquistarlo

di Francesco Zenere -
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Il cambio automatico è ancora una cosa relativamente nuova per noi italiani. Molti di noi sono più a loro agio nel pronunciare senza ridere la parola “Avocado toast” che non “cambio a doppia frizione”. Altri sono ancora convinti che gli automatici siano riservati a chi non sa guidare (e in molti casi è vero), ma poi viene fuori che le auto più sportive non vengono più proposte con il cambio manuale.

Com’è possibile che lo stesso cambio vada bene per chi usa la macchina come sostituto dell’autobus per il tragitto casa lavoro e una Ferrari che può essere guidata in pista? Semplice, perché non è vero. Non è lo stesso cambio.

Se avete mai cercato su Google “tipi di cambio automatico”, vi saranno usciti degli articoli lunghissimi scritti da ingegneri meccanici che, nonostante 26 pagine fitte di parole, non hanno risposto all’unica domanda che vi interessa: va bene per me?

Dato che il sottoscritto non ha una laurea in ingegneria, ma ha usato ogni tipo di cambio automatico per anni, ho deciso di scrivere una guida comprensibile a tutti. Non vi spiegherò dunque come funziona, ma le sensazioni che si provano quando lo utilizzate, quando dà il suo meglio e il suo peggio e chi dovrebbe acquistarlo.

Cambio automatico a doppia frizione

Il cambio a doppia frizione è il cambio più veloce. Molto più di un classico cambio manuale, e questo vale anche per i piloti o presunti tali.

Sensazioni: tende a strattonare, soprattutto in partenza e in coda nel traffico, motivo per cui gli americani abituati a un cambio automatico classico e fluido lo detestano o pensano sia rotto. Non avete idea di quanti clienti Audi negli USA abbiano riportato indietro le loro macchine nuove perché secondo loro la trasmissione era rotta “Dude, this is not working! I want my money back!”.

Va bene per una guida veloce e sportiva.

Va male nel traffico cittadino, ma soprattutto con piccoli motori diesel, dove spesso passano 3 secondi da quando avete tatuato il pedale dell’acceleratore sulla moquette che copre il pianale a quando succede qualcosa.

Chi dovrebbe acquistarlo: chi ama le auto potenti e la guida sportiva.

Cambio automatico a convertitore di coppia

Si tratta di un cambio veloce e fluido. Più veloce di un manuale, ma più lento di un doppia frizione.

Sensazioni: fluido nelle partenze da fermo e nei cambi di marcia. È il classico cambio automatico BMW.

Va bene sia per chi ama la guida sportiva sia per la guida nel traffico cittadino. È il perfetto compromesso tra prestazioni e comfort.

Va male per chi ama le cambiate istantanee in stile auto da corsa.

Chi dovrebbe acquistarlo: chiunque voglia un automatico e non badi troppo ai consumi. Sì, il convertitore di coppia consuma abbastanza.

Cambio automatico CVT

È il classico cambio che trovate sulle ibride Toyota: fluido, ma con quell’effetto scooter che manda ai matti chiunque ami il suono di una sana cambiata. Perché? Perché non ci sono cambiate. I giri del motore si fossilizzano a 5 mila giri finché non avete raggiunto la velocità desiderata. La prima volta che partirete da un casello autostradale avrete la sensazione che qualcosa non vada affatto. E invece…

Va bene per chi vuole un’auto per il traffico dove la fluidità – e il risparmio di carburante – vince su tutto. I cambi CVT sono in assoluto quelli che consumano meno carburante.

Va male per chi ama la guida sportiva. Se amate i suoni del motore, non avvicinatevi nemmeno.

Chi dovrebbe acquistarlo: chi vuole un’auto per il traffico e non ama particolarmente le auto.

Cambio automatico CVT Honda e Subaru

Non sono impazzito. Honda e Subaru utilizzano sì un CVT per risparmiare carburante, ma lo hanno sviluppato in modo da essere apprezzato anche da chi ama guidare. Entrambi, infatti, simulano in modo realistico le cambiate e il risultato è davvero buono, soprattutto quello di Honda.

Va bene per chi vuole partenze e cambiate fluide in stile convertitore di coppia, ma con un occhio ai consumi.

Va male per chi ama la cambiata con i manettini al volante. Per quanto questi due CVT funzionino bene, non daranno mai le sensazioni di un doppia frizione.

Chi dovrebbe acquistarlo: chiunque voglia un automatico, ma che non pretenda prestazioni da cambio manuale.

Cambio automatico robotizzato

Se la vostra scelta è tra cambio manuale e cambio automatico robotizzato, scegliete tutta la vita il manuale. E ve lo dico da adoratore dei cambi automatici ed entusiasta possessore di un doppia frizione. Il robotizzato è la versione “vorrei ma non posso” del cambio automatico e fa schifo. Sì, certe volte è inutile girarci troppo attorno.

Sensazioni: brusco in ogni situazione e ha la capacità straordinaria di mettere sempre la marcia sbagliata: o troppo alta o troppo bassa, mai quella che vi serve. Sembra quasi lo faccia apposta.

Va bene per nessuno.

Va male per tutti. Non compratelo. Mai.

Come sapere quale cambio automatico monta l’auto che state per acquistare

Dato che le brochure si limitano a parlare di un generico cambio automatico, chiedete delucidazioni al venditore e in ogni caso, per sicurezza, fate un controllo su internet per capire che cambio automatico monterà la vostra futura auto. Come avete visto, ce n’è uno per ogni gusto, ma lo stesso cambio non va bene per tutti.