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Il bello dei fuoristrada

I SUV sono agili, sportivi nella dinamica di guida, ma hanno perso del tutto il fascino del fuoristrada

di Francesco Neri -
Jeep Wrangler

Ammettiamolo, i SUV sono macchine complete. Sono spaziose, accattivanti, si guidano (quasi) come delle berline e piacciono alle donne perché permettono di dominare la strada. Se la cavano anche in off-road, almeno in buona parte.
Abituati a questi mezzi di trasporto che vanno bene un po’ dappertutto, ci siamo un po’ dimenticati com’erano i veri fuoristrada.

Nei giorni scorsi ho trascorso del tempo al volante di una Jeep Wrangler Sahara, ed è stato uno shock. Lo sterzo richiede sbracciate infinite anche solo per uscire dal parcheggio ed è così lento che dovete recuperarlo con foga se non volete andare a sbattere dalla parte opposta. Il telaio ad aste e longheroni (quello che utilizzano i fuoristrada veri) è molliccio e rognoso allo stesso tempo, così la guida risulta dura, ruvida. L’auto emette gli stessi sibili dei camion, ha la stessa coppia e la stessa precisione di guida. La spalla altissima delle gomme e gli ammortizzatori pensati per digerire rocce fanno sì che in curva l’auto naufraghi verso l’orizzonte; per fortuna l’ESP è così paranoico che ogni curva imboccata sopra i 30 km/h lo attiverà in modo brusco, costante e avvilente. E non è disinseribile.

La Wrangler non è affatto a suo agio su strada, è vero, ma sapete che vi dico? La amo follemente. Come un’auto da corsa, è così focalizzata sul suo scopo che vi ricorda ogni istante cosa non le piace fare. E quando la portate sulle rocce, attraverso i guadi, sulle montagne, capirete qual’è il suo posto.
Insomma guidare un fuoristrada così specializzato, su strada, vi fa sentire in qualche modo speciali. Vi dà un senso di libertà e di invincibilità che una SUV (anche abile in off-road) non potrà mai darvi. Adesso mi basta solo diventare ricco…