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4us Mobile: il car sharing (elettrico) arriva in Puglia con Renault Zoe

Fa il suo esordio il primo esempio di car sharing "diffuso" - ed elettrico - in Italia. Con l'obiettivo ambizioso di migliorare la vita in Salento

di Claudio Mastroianni -
Renault Zoe 4us - Car Sharing Elettrico salentino

Realizzare qualcosa, al Sud, non è mai facile.

Ci vuole tempo, ci vuole costanza, ci vuole anche una certa testardaggine, oltre che la capacità di girare intorno ai problemi e trovare soluzioni differenti.

Per lanciare 4us, offerta di car sharing elettrico (“diffuso”, come dicono gli stessi ideatori) nel sud della Puglia, di anni ce ne sono voluti quattro dal momento in cui quattro professionisti e imprenditori pugliesi si sono messi in contatto con Mauro Pantaleo, diventato poi Presidente di 4us.

E anche dopo 4 anni, questo lancio è un po’ un azzardo, una scommessa in un progetto in cui si crede e a cui si vuole dare una possibilità di attecchire sul territorio.

Un territorio difficile dal punto di vista dei trasporti pubblici, ma molto interessante da quello dell’afflusso turistico e del pendolarismo non turistico.

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4us: cos’è e come funziona il car sharing elettrico del Salento

Partiamo dalla base: che cos’è 4 us, e come funziona questo car sharing pugliese?

Non in maniera molto diversa da quanto già visto in altre città d’Italia come Milano (dove è ormai diffusissimo) o Roma: si apre un’app specifica – disponibile sia per Android che su iPhone, si controlla sulla macchina la disponibilità di una delle dieci Renault Zoe al momento disponibili, si prenota e si guida, parcheggiandola al punto di arrivo e mettendola a disposizione per un nuovo utente.

Il costo? Come per gli altri car sharing è al minuto: 0,29 centesimi di euro – 2,90 euro per 10 minuti per intenderci – che diventano 50 euro per un’intera giornata una volta superate le 3 ore di utilizzo.

In sostanza: si condivide la macchina con chiunque è iscritto al servizio, evitando di doverne acquistare/noleggiare una da lasciare poi inutilizzata per decine di ore. “Sharing economy”, dicono gli americani. “Ottimizzazione di tempi e costi”, potremmo dire noi italiani. Perché a conti fatti, un risparmio c’è, soprattutto per il guidatore occasionale: in costi di rifornimento, di assicurazione, di manutenzione, di bollo.

E a beneficiarne è anche l’ambiente: in primo luogo perché numerosi studi – condotti nelle città dove servizi simili sono stati attivati – hanno dimostrato che per ogni vettura condivisa sei auto vengono tolte dalla circolazione della strada (non servono più). In secondo luogo perché, a differenza di altri car sharing, l’auto scelta è una auto elettrica, la già citata Renault Zoe.

Finalmente il Salento ha un servizio di car-sharing. Lo abbiamo voluto totalmente elettrico e permetterà a tutti i residenti di avere una soluzione alternativa, sostenibile ed economica all’uso dell’auto, e ai turisti di poter raggiungere in autonomia le località più note e frequentate dell’area anche senza bisogno di un mezzo proprio.

Così ha commentato Mauro Pantaleo l’agognato esordio di 4us, dopo i 4 anni di attesa e di lavoro. Un azzardo, certo, specie considerato l’esiguo numero di veicoli per ora a disposizione, destinati a diventare 50 entro l’inizio del prossimo anno e 300 una volta a regime.

Ma da qualche parte si doveva partire, anche perché il car sharing – l’economia condivisa, dicevamo – è anche una questione di mentalità, e di capire che il servizio esiste, e funziona, ed è pratico.

Vogliamo che il car sharing diventi una concreta alternativa all’auto privata e un servizio complementare ai servizi di trasporto pubblico che potranno così diventare più fruibili.

Il test è già iniziato. L’esperienza imprenditoriale anche. E questo, nel nostro bellissimo Sud ricco di complessità e strade tortuose, è già un ottimo auspicio.