Videogame

GRAVEL: la recensione del nuovo gioco di guida

In un mare di giochi di guida di simulazione, GRAVEL ci riporta al divertimento leggero dei videogiochi arcade

di Francesco Zenere -
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Ultimamente i giochi di guida tendono a essere molto impegnativi perché sempre più vicini alla simulazione pura, a volte pure troppo. GRAVEL invece è un gioco  atipico che stravolge la struttura dei giochi racing. Non si tratta infatti del classico videogame per gli amanti dei motori fatto di gare in cui più si va forte più si guadagnano crediti più si possono acquistare auto costose. GRAVEL riprende invece la più classica struttura dei videogame a livelli, in cui prima si affrontano tanti avversari e poi, per passare di livello, ci si trova in una sfida all’ultimo sangue con il boss, che in questo caso è il campione di una disciplina motoristica.
L’idea è davvero divertente e i boss danno parecchio filo da torcere.

Auto

Auto ce ne sono tante per ogni disciplina, che sia il rally cross, il rally o i pick up da 900 cavalli che gareggiano su sterrato negli stadi americani. Per accedere a nuove vetture è sufficiente piazzarsi bene per sbloccarle.

La prima auto con cui ci si mette alla prova farà stringere il cuore a tutti gli appassionati di rally nati tra gli anni 70 e 80. Si tratta della mitica Toyota Celica GT-Four resa celebre dal campione spagnolo Carlos Sainz e dal finlandese Juha Kankunnen, nonché dal mitico gioco Sega Rally.

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Guida

Non si tratta di un gioco di simulazione alla Dirt. Anche se si avverte chiaramente il cambiamento di comportamento da una vettura all’altra, non ci sono i comportamenti tipici dei trasferimenti di massa. Questo non significa che gli amanti dei giochi di guida non si possano divertire, anzi, ma è giusto sapere che se volete un simulatore di guida, questo non è il gioco che fa per voi.

Personalmente ho provato il gioco con un controller Xbox e tutti i controlli disabilitati, come mia abitudine. Mi sono divertito tantissimo con le auto 4×4, soprattutto quelle della categoria rally cross perché si riescono a controllare alla perfezione gestendo bene anche i drift e i freni a mano in curva.

Ho trovato meno gradevole le auto a trazione posteriore perché il comportamento in uscita di curva risulta spesso troppo brusco e difficile da gestire, soprattutto su sterrato. Ma questo difetto l’avevo riscontrato anche in Dirt giocando con il controller, anche se in quel caso era più un effetto di sovrasterzo ingestibile.

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Conclusioni

GRAVEL è un racing game arcade che darà parecchie ore di divertimento a tutti gli amanti dei giochi di guida. Ma non fate l’errore di sottovalutarlo. E’ vero che si tratta di un arcade, ma per diventare dei campioni di GRAVEL bisogna essere in grado di padroneggiare e adattarsi a discipline di guida completamente diverse e servirà parecchio impegno anche ai piloti più esperti per superare i campioni “boss”.