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Mazda conquistò tutti 35 anni fa con un’invenzione rivoluzionaria, ora si scopre che ha copiato Suzuki

L’articolo esplora l’affascinante storia dei fari a scomparsa della Mazda Miata, analizzando l’influenza di una motocicletta Suzuki.

L’articolo esplora l’affascinante storia dei fari a scomparsa della Mazda Miata, analizzando l’influenza della motocicletta Suzuki Katana e la conseguente reazione del mercato giapponese. Viene esaminato il legame tra Suzuki e Mazda e l’eredità lasciata da questa innovazione nel design automobilistico.

Questo curioso dettaglio meccanico ha attirato l’attenzione soprattutto dei giovani appassionati, che vedevano in essi un richiamo alle vetture da corsa degli anni ’60, consolidate in un formato più accessibile e giornaliero.

Suzuki Katana: la prima motocicletta con fari retrattili

La Katana rappresentò una connessione tra il mondo delle moto e delle auto, mostrando che l’innovazione nelle componenti estetico-funzionali potesse fluire tra i due settori, promuovendo un’interessante contaminazione stilistica e funzionale.

Questa fusione di idee riflette la sinergia tra due delle più importanti case automobilistiche e motociclistiche giapponesi e sottolinea come l’innovazione possa essere alimentata dalla collaborazione e dalla condivisione delle visioni artistiche e tecniche.

La Miata ebbe il merito di trasformare un elemento estetico in un fenomeno culturale, stabilendo uno standard per il valore del design accattivante e funzionale nel contesto del mercato automobilistico giapponese, influenzando anche mercati esteri.

L’eredità dei fari retrattili continua a vivere come un simbolo dello spirito pionieristico che ha sempre contraddistinto il design giapponese, celebrando la capacità di un’idea semplice di lasciare un’impronta duratura sull’industria globalizzata dell’auto.

Un’idea che ha iniziato a venire dimenticata: i motivi che l’hanno ‘sepolta’

Questa Suzuki è una delle motociclette più rinomate e apprezzate di quegli anni, ma perché poi è finita nel dimenticatoio con i suoi fari retrattili? La ragione principale è legata al fatto che su una motocicletta lo spazio è una risorsa limitata, che deve essere il più funzionale possibile. Un sistema di fari a scomparsa aggiunge peso, complessità e potenziali guasti meccanici senza offrire alcun vantaggio significativo.

Questa è una delle ragioni che ha portato questa soluzione a sparire, anche se nelle versioni successive venne nuovamente integrato. Un altro problema riguardava l’illuminazione fissa e obbligatoria. Nel 1998, in Giappone, entrò in vigore una nuova legge sulla sicurezza dei veicoli stradali. Le motociclette prodotte dopo quel periodo storico dovevano avere una struttura che accendesse i fari contemporaneamente all’avviamento del motore. In ogni caso, ancora oggi si trovano moto con quell’interruttore divenuto così raro e iconico, divenuto con il tempo la grande ispirazione di un’azienda automobilsitica storica come Mazda.

Christian Camberini

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