Prova su strada

Triumph Spirit of ’59 e il nostro test sulle modern-classic inglesi

Il concorso Spirit of '59 mette in palio una Bonneville realizzata da KAOS che celebra i 59 anni del modello. Per l'occasione però abbiamo provato anche alcuni esemplari della gamma modern-classic

di Francesco Irace -

La Bonneville, o per “gli amici” Bonnie, rappresenta per Triumph una vera e propria icona. Ha fatto la storia del marchio e ancora oggi recita un ruolo da protagonista nell’ambito della sua categoria di competenza. Nel 2018, anno in cui Triumph celebra 115 anni, la Bonneville compie 59 anni: era il 1959 quando sulla scia di un periodo socio-culturale e artistico di grande rinascita, da Hinckley usciva la prima di una lunga serie di moto che di lì in avanti avrebbero tracciato una linea indelebile nella vita del marchio inglese. Che oggi, con una produzione di circa 67.000 esemplari all’anno, è il principale produttore di motociclette del Regno Unito e conta più di 700 concessionarie nel Mondo. E guarda con grande impegno anche al futuro: entro il 2020 arriveranno 32 modelli (5 per il 2018 e 12 tra il 2019 e 2020). E dal 2019 il noto motore a tre cilindri Triumph equipaggerà i prototipi che prenderanno parte al mondiale Moto2.

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Il Concorso Spirit of’59 e la special realizzata da KAOS

Ma torniamo alla protagonista. Per celebrare i 59 anni della Bonneville, Triumph ha deciso di far rinascere il modello iconico rivolgendosi a Lucky Croci di KAOS Design. «Guidare una motocicletta customizzata significa mostrare ciò che sei e ciò in cui credi – ha detto Lucky Croci –. Si tratta di esprimere quella parte di te che ti separa dal resto della folla. Triumph è stata indubbiamente una parte fondamentale di questa cultura per 59 anni e sono felice di poter prendere parte alla loro storia e alla storia motociclistica britannica» Il celebre customizer in pochissimi giorni ha così trasformato una T100 in una special che richiama proprio i colori del vecchio modello. Non è una edizione limitata e non sarà in vendita. Essa rappresenta il premio del concorso Spirit of ’59 e potrà essere solo vinta da coloro che vi parteciperanno: per farlo sarà necessario prenotare un test ride sul sito ufficiale Triumph ed effettuarlo dal 23 al 31 maggio 2018, e poi sperare nella fortuna. Inoltre, con il meccanismo Instant Win, si potranno vincere anche giubbotti in pelle della collezione abbigliamento Triumph.

In sella alle Bonneville e non solo…

Per celebrare questo importante evento Triumph ha radunato tutta la stampa italiana, più o meno specializzata, mettendo a disposizione dei giornalisti tutta la gamma modern-classic: dalle varie declinazioni di Bonneville alle Thruxton. Nello specifico, io ho avuto la possibilità di provare la nuova Bonneville Speedmaster, la Thruxton R e la Bonneville Bobber Black.

Bonneville Bobber Black

Partiamo da quest’ultima, che è quella delle tre che mi è piaciuta di più. Ha uno stile custom aggressivo, da perfetta Bobber. È ridotta al minimo, con finiture nere e sella rigorosamente monoposto. Ha stile, non c’è dubbio. E si guida anche bene pure essendo una moto pensata per andare a spasso senza fretta gustandosi il paesaggio e il vento in faccia. Diverte – non pensavo – tra le curve, non si tira indietro, se non per limiti fisici (le pedane chiaramente non sono altissime). Bisogna solo fare un po’ di attenzione alle buche, si sentono abbastanza “limpide”. Il grosso bicilindrico parallelo High Torque da 1200cc eroga 77 CV di potenza ed è ricco di coppia. Si rileva grintoso, anche grazie ad un peso non troppo eccessivo (228 kg). Costa 14.350 euro. Peccato solo che il passeggero su questa moto non è desiderato. Ma va detto che anche questo è uno dei suoi principali segni distintivi.

Bonneville Speedmaster

È la classica custom all’americana – non me ne vogliano gli inglesi – con il manubrio a corna di bue, una posizione di guida comoda e parti cromate a farla da padrone. Ama passeggiare, portandoti a spasso e cullandoti tra una collina e l’altra. Pedane e asfalto sono destinati ad incontrarsi spesso e superati i primi minuti necessari ad abituarsi al manubrio, si rivela facile e discretamente maneggevole. Con lei i chilometri non li senti, non ti stanchi. Non si ferma, va avanti, senza nemmeno vibrare troppo. È classica, elegante: ha personalità. Spinge meno rispetto alla Bobber (costano uguale), solo perché è un po’ più pesante, ma di maggiore potenza (francamente) non si sente la necessità.

Thruxton R

Delle tre è la più potente, è quella che si guida chiaramente meglio ma è anche la più scomoda. È una naked moderna dallo stile café racer, con semimanubri bassi e chiusi, che impongono una posizione di guida decisamente sportiva. Ha grande fascino e con le sospensioni Ohlins si rivela davvero molto efficace: si guida benissimo. Ed è anche un po’ l’opposto delle due moto precedenti: con lei non puoi andare a spasso, devi andar forte. Perché il bicilindrico da 1200cc in questo caso eroga 97 CV e la potenza a disposizione arriva subito, sin dai bassi regimi. Ad ogni apertura di gas, la moto risponde tutt’altro che timidamente. Pesa poco più di 200 kg, costa 15.900 euro, ed è divertentissima. Alla lunga però stanca, ci vogliono polsi forti e fisici allenati. Ma d’altronde c’è sempre un prezzo da pagare quando si parla di performance.

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Bonneville T100 (extra)

Ho però effettuato una manciata di km anche sulla più piccola della famiglia Bonneville, la T100, e trovo giusto raccontarvela in qualche riga. È raffinata, comoda e facile da guidare. Diverte anche i motociclisti più esperti perché è ben bilanciata. L’assetto non è “molliccio”, come mi sarei aspettato, anzi. Mi ha stupito piacevolmente, anche nei tratti più “allegri”. Costa 10.600 euro e monta il bicilindrico da 900cc e 55 CV di potenza. È ricca di coppia ma può andar bene anche per chi non ha troppa esperienza. Incarna alla perfezione lo stile Bonneville e a mio avviso offre tanto a un prezzo ragionevole.

Abbigliamento utilizzato

Casco Scorpion-Exo Combat

Giacca Tucano Urbano Straforo

Jeans Alpinestars Cooper Out denim pants