Auto Sportive

Abarth 124 Spider – La prova in pista

La 124 Spider firmata Abarth ha grinta da vendere, sarà così anche in pista?

di Francesco Neri -

La vera domanda è: la Abarth 124 Spider, con un prezzo di  listino di 36.000 euro, vale 8.000 euro in più rispetto alla sorella Fiat 124? Forse dipende da che cosa cercate in un’auto. Parcheggiata sulla pitlane del circuito Tazio Nuvolari, la Abarth 124 Spider ha senza dubbio un aspetto speciale:  una griglia anteriore pronunciata, aggressiva, un posteriore più basso e scolpito, dei cerchi bruniti e l’impianto frenante con pinze Brembo che invitano ad un guida…criminale. È più bella e maschia della Fiat, ma i deltoidi tesi non giustificano una tale differenza di prezzo. Il motore è lo stesso 1.4 turbo Multiair della Fiat, ma i cavalli sono 170 (invece che 140) e la coppia è salita a 250 Nm. Il risultato è che la Abarth 124 Spider impiega 6,8 secondi nello scatto da 0 a 100 km/h (contro i 7,5 secondi della Fiat) e tocca i 224 km/h di velocità massima (invece che i 215 km/h).
Anche l’assetto è stato rivisto, insieme all’impianto di scarico, che finalmente suona come si deve; ma il vero elemento determinante è il differenziale autobloccante meccanico, assente sulla Fiat 124 Spider. Questo la rende più simile alla cugina Mazda Mx-5 (con cui condivide il telaio), anch’essa dotata di differenziale autobloccante, ma che, a differenza della Abarth, sotto il cofano ha un motore 2.0 aspirato da 160 CV.

TRA I CORDOLI DEL NIVOLA

Il Circuito Tazio Nuvolari è perfetto per questo genere di auto: ha un solo rettilineo lungo, un paio di esse medio-veloci e tante curve a raggio costante da affrontare in seconda e terza marcia. E già dal primo curvone la Abarth 124 Spider si dimostra un’auto molto diversa dalla Fiat: il muso è più rapido nell’inserimento e lo sterzo si dimostra subito più preciso, progressivo, un alleato migliore. Anche il posteriore fa “un altro lavoro”, e se sulla Fiat è quasi impossibile smuoverlo (sia in ingresso che in uscita di curva), sulla Abarth segue fedele e aiuta a chiudere la traiettoria, comportandosi quasi come il retrotreno di una compatta sportiva.
Non male come inizio. L’assetto tuttavia non è rigido come mi immaginavo, anzi: c’è quella giusta quantità di rollio per infondere fiducia al limite del grip (e anche oltre). Anche quando si esagera, tutto avviene in modo progressivo e naturale, e in questo frangente la Abarth fa meglio sia della Fiat, sia delle cugine Mazda. È senza dubbio una delle sportive a trazione posteriore più divertenti che abbia provato di recente.

Il motore 1.4 turbo Multiair ora è più vigoroso ai medi regimi e non si ritrova senza fiato nemmeno vicino al limitatore. La colonna sonora poi regala soffi, piccoli botti e gorgoglii, senza essere maleducata o irritante nei riguardi dei vicini di casa. Non avrebbe guastato ancora qualche CV in più, ma c’è comunque potenza sufficiente per divertirsi. Anche perché il differenziale autobloccante meccanico adesso consente traversi pressoché infiniti, e la tentazione di guidare “a bandiera”, in pista, è davvero alta. Il cambio poi ha una leva più corta e mantiene degli innesti secchi e precisi, e anche se non tocca gli apici di godimento di quello della cugina Mazda, ci va molto vicino.

I freni ora sopportano meglio i maltrattamenti e vantano un pedale più sensibile e modulabile, e in pista infondono molta più fiducia.

ABARTH O FIAT?

Se Fiat o Abarth, dipende da voi. Se non siete dei fanatici della guida sportiva, ma cercate semplicemente una spider che vi faccia godere il sole e il vento tra i capelli, allora anche la Fiat è in grado di farvi apprezzare tutto questo, senza sfigurare su una strada di montagna. Ma se amate guidare con il coltello tra i denti, la Abarth offre tanto divertimento e anche di più. Vale dunque 8.000 euro in più? Credo di sì. Non sono pochi, è vero, ma considerando le modifiche (motore, differenziale, assetto, impianto frenante, sedili, e tutti i vari “stemmi e dettagli”), non sembrano poi così tanti. Di certo l’auto è più precisa, più veloce, ma soprattutto più divertente, pur mantenendo un buon livello di comfort e consumi bassi (con una guida attenta si fanno i 17 km con un litro). Non ne rimarrete delusi.