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Jeep Cherokee 2018: più per meno

Più tecnologia, equipaggiamenti più ricchi e prezzi al ribasso. L'abbiamo testata in Sicilia per vedere com'è cambiata

di Junio Gulinelli -

Dopo 4 anni nei listini e con tagli al ribasso sui prezzi di tutte le versioni, Jeep rinnova e migliora l’ultima generazione della Cherokee, allungandone così il ciclo di vita e rendendola ancora più competitiva rispetto alla concorrenza. I prezzi, in offerta lancio, per la Cherokee Longitude 2.2 Diesel a trazione anteriore, partono ora dall’interessante cifra di 36.200 euro, anziché 43.000 euro.

La nuova Jeep Cherokee 2018 diventa inoltre uno dei fuoristrada meglio equipaggiati e sicuri sul mercato, grazie all’introduzione di quasi tutti i sistemi di assistenza alla guida noti sul mercato – 75 per l’esattezza – , così come una migliorata connettività con Apple CarPlay e Android Auto. Un’equipaggiamento di serie così ricco che dovrebbe far risparmiare ai clienti tra i 5 e i 6 mila euro.

Svendita? Macché… al contrario. L’idea è quella di confermarsi, anche nei prossimi anni, come marchio con la crescita più alta in Europa. I numeri parlano chiaro: nella prima metà del 2018 Jeep è cresciuta del 21% a livello globale e del 75% nel Vecchio Continente.

Look aggiornato. Più elegante e sportiva

Con il restyling estetico Jeep aggiorna le linee della nuova Cherokee in modo discreto, mantenendone la tipica silhouette imponente e massiccia, con un taglio dinamico.

I paraurti sono stati ridisegnati e, all’anteriore, i gruppi ottici a LED si abbinano ora più armonicamente al nuovo cofano in alluminio, separato dai parafanghi anteriori per darle un tocco raffinato. Anche i passaruota sono stati leggermente rimodellati.

Il lifting estetico non ha risparmiato neanche il posteriore: il portellone perde la linea concava e guadagna il comodo sistema di apertura automatica (con sfioramento del piede), la targa è stata riposizionata e i fari sono stati ridisegnati.

Via libera, poi, alla personalizzazione. La gamma Jeep Cherokee 2018 propone cinque nuove opzioni di cerchi, inclusa una versione da 19 pollici, in alluminio lucido, per l’allestimento Overland (quello che abbiamo provato).

Dieci sono invece i colori disponibili per la carrozzeria: Bright White, Diamond Black, Velvet Red, Billet Silver, Granite Crystal, Light Brownstone, Firecracker Red e Hydro Blue (esclusivi per la Trailhawk) oltre alle due inedite tonalità Olive Green e Pearl White.

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Più bagagliaio e piccoli ritocchi all’abitacolo

Non sono state intaccate le dimensioni, la nuova Jeep Cherokee 2018 mantiene i suoi 462 cm di lunghezza, ma guadagna 70 litri di spazio nel portabagagli, ora da 448/570 litri (con 1555 litri di capacità massima con gli schienali del divano ribaltati). Senza contare che i sedili posteriori scorrono in avanti e indietro per modulare lo spazio a bordo, a seconda delle esigenze.

L’abitacolo non cambia molto. Resta la sensazione premium grazie ai materiali di buona qualità e alle belle rifiniture, eccezion fatta solo per alcuni punti nascosti (come ad esempio le tasche dei pannelli porta) non rivestiti e di plastica più grezza.

Il grande tetto panoramico che copre tutta la superficie del cielo si apre nella zona del guidatore e del passeggero, fa entrare tanta luce nell’abitacolo e da quasi una sensazione ‘cabrio’ quando lo si fa scorrere all’indietro.

La seduta del guidatore, ben alta, è comoda e la ventilazione, l’eventuale riscaldamento e le numerose regolazioni elettriche, anche per la zona lombare, ti fanno sentire meglio che sul divano di casa. Tanto comfort, insomma.

La vera novità di bordo è però il nuovo sistema UConnect di quarta generazione con schermi nella consolle da 7 o 8,4 pollici, a seconda dell’allestimento, interfacce Android Auto e Apple CarPlay, radio DAB di serie e diverse funzionalità nuove, tra cui la chiamata e la navigazione in vivavoce e il riconoscimento vocale dei messaggi.

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Nuovi motori, telaio rivisto. Più agile tra le curve

La nostra Jeep Cherokee Overland in dotazione durante la prova siciliana era allestita con l’aggiornato 2.2 MultiJet da 194 CV e 450 Nm di coppia, abbinato alla trasmissione automatica a 9 rapporti che sarà disponibile, per la prima volta, anche con la trazione anteriore. La nostra aveva la trazione integrale. A questa motorizzazione si affiancherà presto la sua variante meno potente, da 150 CV, e il prossimo anno arriverà il quattro cilindri 2.0 a benzina da 270 CV.

Il 2.2 a gasolio spinge bene (fino a 4.500 giri) i quasi 2.500 kg della Cherokee e la rende un vero e proprio incrociatore macina chilometri, in autostrada. I nei sono che è un po’ dormiglione ai bassi regimi – probabilmente dovuto al cambio automatico non rapidissimo nelle prime marce – e il rombo si fa sentire nella cabina, sempre e soprattutto ai bassi regimi. Però, tutto considerato, va detto che è anche poco assetato: alla fine del percorso misto (con autostrada, curve e off-road), il computer di bordo segnava 8,9l/100km.

La dinamica di guida tra le curve migliora, grazie alle nuove sospensioni indipendenti (McPherson all’anteriore e Multilink al posteriore), che rendendo la nuova Cherokee più agile e disinvolta di prima, con uno sterzo, però, che potrebbe essere più preciso e reattivo. Ma non le si può certo chiedere la luna. Le sue doti sono altre.

Anche se la nuova Cherokee è migliorata su strada, il suo vero habitat naturale rimane l’off-road. D’altronde è il DNA Jeep che fa la vera differenza.

Jeep Cherokee 2018

Nessun ostacolo in off-road. DNA Jeep al 100%

Sabbia, terra, fango, rocce… non c’è niente che possa fermare la Cherokee. Basta lasciare l’asfalto per qualche chilometro e ci si sente subito come un pesce nell’acqua. Sullo sterrato si può andare anche forte e sembra quasi che sotto le ruote continui a esserci la strada asfaltata. Sulla sabbia delle spiagge siciliane nessun problema ad avanzare e anche nei tratti più tecnici e impennati, con rocce e poca aderenza, la SUV nordamericana scala che è una bellezza e ti fa sentire sempre sicuro di farcela.

In qualche momento, chissà, manca un pelo di coppia in basso per affrontare gli ostacoli, ma se fosse un problema basta equipaggiarla con le ridotte, proposte con uno dei tre diversi sistemi di trazione integrale offerti con la nuova Cherokee. Tutti sono rigorosamente equipaggiati con il sistema di disconnessione dell’asse posteriore e il Selec-Terrain, che prevede le modalità Auto, Snow, Sport e Sand/Mud.

Jeep Cherokee 2018

3 sistemi di trazione integrale

Il Jeep Active drive I è il sistema 4×4 di base che funziona in automatico e gestisce autonomamente la distribuzione della coppia tra i due assi. l’Active Drive II, in più, è dotato di un’unità di trasferimento della potenza (PTU) a due velocità, ovvero la modalità 4WD Low, con un rapporto di riduzione pari a 2,91:1., oltre all’Hill-descent Control che controlla la velocità nelle discese più ripide. E per i più esigenti c’è anche il differenziale posteriore Active Drive Look (disponibile solo sulla Trailhawk), che assicura una trazione ancora maggiore durante la guida a marce ridotte e nel fuoristrada estremo.

Jeep Cherokee 2018

La Trailhawk arriva nel 2019

Oltre agli allestimenti Longitude, Limited e Overland, in Italia la nuova Jeep Cherokee è proposta anche con l’allestimento Business, mentre per la top di gamma Trailhawk bisognerà aspettare il prossimo anno.

Scheda tecnica del modello in prova

Motore Diesel
Cilindrata cm3 2174
No cilindri 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 143 (194)/3500
Coppia max Nm/giri 450/2000
Emissione di CO2  179g/km
Cambio Automatico a 9 rapporti
Trazione Integrale
Lunghezza (cm) 4621
Larghezza (cm) 186
Altezza (cm) 171
Passo (cm) 270
Bagagliaio 448-570/1555
Peso 2.500 kg
 

Il video della nuova Jeep Cherokee 2018