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Porsche Cayenne 2018, ancora più Porsche

Nuova da cima a fondo, la nuova Cayenne è più grande, leggera e veloce. E noi siamo andati in Portogallo a provarla

di Francesco Neri -
COMFORT
Più spaziosa, più comoda e ancora più agile. La Cayenne alza ancora l’asticella
PIACERE DI GUIDA
Difficile fare meglio per quanto riguarda il piacere di guida: è una vera Porsche, e in curva fa miracoli
COSTI
I prezzi partono da 78.300 euro

Nel 2002 gran parte del mondo ha storto il naso all’idea di una Porsche con la forma di un fuoristrada, pesante e…sgraziata. Ma a sedici anni dal suo lancio, l’iconica Porsche Cayenne è più in forma che mai. Con 770.000 esemplari venduti, di cui 45.000 in Italia, la Cayenne è una pietra miliare della gamma Porsche, nonché pilastro del suo fatturato. Già, una SUV, un’auto che non dovrebbe essere concepita per andare forte o per essere bella da guidare. Eppure la Cayenne ha dato vita ad una lunga serie di SUV sportive, più o meno riuscite, e con la nuova generazione conficca gli artigli e difende il suo ruolo di regina delle Sport Utility sportive. Cresce nelle dimensioni, nella tecnologia, nel comfort e nella potenza, ma allo stesso tempo perde peso e migliora nell’efficienza. Insomma la nuova Porsche Cayenne migliora sotto tutti gli aspetti, cercando di mantenere lo stesso piacere di guida che ha sempre contraddistinto la SUV di Stoccarda. Ci sarà riuscita?

NUOVA, DA CIMA A FONDO

Sembra un restyling pesante, ma in realtà la Porsche Cayenne è tutta nuova, a partire dal telaio basato sulla piattaforma MLB evo (la stessa dell’Audi Q5), più leggero e snello del precedente. Tutta l’auto è più leggera, in realtà, nonostante sia cresciuta nelle dimensioni e nell’equipaggiamento. E ora, nella sua versione base, ferma l’ago della bilancia a 1.960 kg: davvero poco per una montagna del genere. I 2 cm di larghezza e i 6 di lunghezza guadagnati la rendono più vivibile, abbastanza per ottenere 100 litri extra di bagagliaio (770 in totale, 1710 con i sedili abbassati) e qualche cm in più per le gambe dei passeggeri posteriori.

La linea non è stata stravolta, quanto snellita e affilata, anche se – a parer mio – ha perso un po’ di personalità. Il muso è stato rubato dalla Macan, il posteriore dalla Panamera, ma il risultato è convincente. La Cayenne “ruba” anche dentro, questa volta la plancia della Panamera con il maxi schermo da 12,3 pollici. Un bell’oggetto di design, oltre che di fruibilità, che presumibilmente vedremo anche sulla nuova 911. La sensazione di solidità e di qualità di ogni materiale o rotella è totale, da quando si apre la portiera a quando di si spegne il motore con la (finta) chiave incastonata a sinistra del piantone dello sterzo. Che belle le tradizioni.
Tra le novità spiccano anche i pneumatici misti (diversi tra anteriore e posteriore, come sulla Carrera 911), i nuovi freni PSBC con dischi speciali con rivestimento in carburo/tungsteno – che garantiscono un miglior mordente e dovrebbero durare circa il 30% in più-, l’asse posteriore sterzante e il cambio ZF a 8 rapporti. A listino comunque rimangono gli immensi freni carboceramici, eccessivi a dire il vero, tanto funzionano bene quelli standard.

COMPATTA SPORTIVA

Le strade portoghesi sono lo scenario perfetto per mettere alla frusta qualsiasi auto. Sono lisce, varie, si stringono e si snodano, sono colme di compressioni e dossi, ma, soprattutto, sono quasi deserte. Sembra un prova speciale di un rally infinita, con l’aggiunta di un paesaggio selvaggio ed esotico, a metà tra la Sardegna e la Sicilia.
Sto guidando la Porsche Cayenne S, la versione intermedia tra la standard e la turbo, che con 440 CV e 550 Nm di coppia, ha la stessa potenza della precedente Porsche Cayenne GTS, un’auto che adoravo. Ad andature tranquille sembra la solita Porsche Cayenne: comoda, solida, mai nervosa. Anche perché il cambio ZF a 8 marce è ancora più dolce nell’azione, nel bene e nel male. Non è perfetto come il PDK (che troviamo sulla Panamera), almeno, non nell’uso sportivo, dove in scalata va in affanno quando si tira davvero. Ma poco male, nella guida di tutti i giorni è superbo. Lo sterzo invece è ancora più diretto: ci vogliono pochissimi gradi per far curvare l’auto, e questo nella guida sportiva si rivela sensazionale.
Il V6 2.9 biturbo, poi, ha potenza da vendere: è pieno ai bassi regimi e allunga con vigore; ha un suono metallico e sguaiato e una risposta tagliente. Sono pochi i V6 con una forte personalità, ma questo ne ha parecchia. Ma dove la Porsche Cayenne è migliorata di più, ancora una volta, è tra le curve.

MIRACOLI DELLA FISICA

A Stoccarda sanno bene come padroneggiare la magia nera. Questa magia in realtà ha un nome: “4D Chassis Control”, il cervellone elettronico che sorveglia e coordina sapientemente  la trazione integrale, gli ammortizzatori adattivi a tre vie, le barre stabilizzatrici attive e le quattro ruote sterzanti. Un’arsenale da guerra che consente ad una SUV di due tonnellate di sfidare le leggi della fisica.
Detto così sembra che la Porsche Cayenne sia un’auto che imbroglia, un po’ finta, ma non è affatto così: è come guidare una vecchia WRC, solo più alta e grossa, con tanto di sedili riscaldabili.
Rispetto alla precedente versione si ha ancora di più una sensazione di leggerezza e di compattezza; nelle curve strette le quattro ruote sterzanti permettono numeri da circo altrimenti impossibili e gli ammortizzatori adattivi a tre camere tengono sempre l’auto piatta, composta, ancorata all’asfalto. Anche ad andature da galera l’auto obbedisce al vostro pensiero, gioca con voi, si lancia nelle curve con rapidità incredibile ed esce anche di traverso, se lo volete, e non va mai in crisi. È una di quelle storie a cui si fa fatica a credere. Le strade del Portogallo sono toste, e se un’auto avesse un difetto, senza dubbio questo scenario lo metterebbe in luce. Ma la Porsche Cayenne S ci sa fare. Tiene delle andature davvero incredibili, senza mai ondeggiare o oscillare: avrò percorso almeno 20 km di strada deserta ad un ritmo, diciamo “allegro”, e mai una volta ho avuto la sensazione che l’auto si sentisse a disagio. Nelle curve strette l’asse posteriore sterzante sembra accorciare l’auto di due metri: dove la vecchia Cayenne cominciava a sottosterzare, la nuova ruota attorno ad un perno. È una sensazione strana all’inizio, quasi poco intuitiva, ma quando avrete capito il suo meccaniscmo, scoprirete un altro mondo. E poi ci sono i freni. Ci ho messo dell’impegno, non lo nego, per provare a stancarli, ma non ci sono riuscito, nonostante le discese. Faccio fatica a pensare ad un’altra SUV in grado di percorrere queste strade in questo modo. Ma forse la GTS mi farà cambiare idea…

PREZZI E MOTORIZZAZIONI

La Cayenne “base” monta V6 turbo da 3.0 litri da 340 CV e 450 Nm. Già così, la SUV Porsche si muove bene e soddisfa la vostra sete di sportività. I dati parlano di uno 0-100 km/h in 5,9 secondi e una velocità di punta di 245 km/h. La Cayenne S, con il suo 2.9 litri da 440 CV e 550 Nm, è decisamente più energica e bilanciata: la versione che si sentiamo di consigliare. Per sente il bisogno di un motore infinito, invece, c’è l’iconica Cayenne Turbo, che con il suo V8 biturbo 4.0 litri da 550 CV e ben 770 Nm spinge come un missile. Brucia lo 0-100 in 3,9 secondi e tocca i 286 km/h di velocità massima.

I prezzi partono da 78.300 euro per la Cayenne 3.0 da 340 CV, da 95.956 euro per la Cayenne S e 146.666 euro per la versione Turbo. Durante l’anno arriveranno anche le versioni Diesel e Hybrid.
Gli optional sono golosi e (quasi) infiniti, mentre di serie la nuova Porsche Cayenne monta fari LED, Warn e Brake Assist con sistema di protezione preventiva dei pedoni, cruise control con limitatore di velocità e Park Assist anteriore e posteriore.