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Suzuki Jimny: passione off-road

La quarta generazione della Suzukina rimane una delle poche fuoristrada pure sul mercato

di Junio Gulinelli -

Controcorrente. Nell’era dei SUV rotondi, immensi e confortevoli, la Suzuki Jimny – (venduta in quasi 3 milioni di unità dal lancio nel 1970) rimane fedele alla sua natura selvaggia, off-road, avventuriera. Da quasi 50 anni veste l’abito squadrato, spartano e robusto da 4×4 pura, in formato ultra-compatto. Un giocattolino sfizioso per veri intenditori, appassionati di nicchia, anticonformisti vintage, o per chi la trazione integrale la usa e la apprezza davvero, per necessità o lavoro. Una scelta coraggiosa e passionale quella di Suzuki che concede lunga vita a uno dei miti 4×4 più famosi al mondo.

Un cambio fedele

La quarta generazione aveva promesso un cambio radicale e ha mantenuto la parola, senza però tradire la sua natura, soprattutto quella tecnica. Seppur rinforzato, il telaio rimane infatti lo stesso della terza generazione. A vederla da fuori, con il look completamente rinnovato, la nuova Suzuki Jimny 2018 fa subito pensare alle più iconiche e veterane fuoristrada; impossibile non pensare, guardandola, alla Classe G di Mercedes o alla Defender di Land Rover. Tanto per non fare nomi.

Ma in realtà la suzukina da tre metri e mezzo, dal cofano alto e dal parabrezza quasi verticale, si ispira alla sua antenata più lontana, la LJ che sbarcò in Europa nel lontanissimo 1980. La nuova Suzuki Jimny è lunga 3,48 metri (3,65 con la ruota di scorta), pesa 1.165 kg, ha solo due porte e quattro posti, con un mini bagagliaio da 85 litri. L’ideale è usarla in due, reclinando i sedili posteriori per avere un portabagagli degno di essere chiamato tale.

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Cede alla tecnologia

Dentro, ora, è molto meno spartana, anzi si espone alla modernità con accessori per lei fino ad ora impensabili come il nuovo sistema di infotainment (compatibile con Apple CarPlay, Android Auto e MirrorLink) con touch screen da 7 pollici e NAV integrato che condivide con la sorella maggiore Vitara e con la Swift. Per il reparto sicurezza arrivano anche i sistemi di frenata automatica, il lane keeping, il controllo della velocità e perfino il riconoscimento della segnaletica stradale.

L’avviamento con la chiave classica (nessun bottone per lo start), i vetri posteriori sigillati e il portellone ad apertura laterale (scomodo), sono quei dettagli old style che farebbero inorridire su un’altra auto dei tempi moderni, ma che sulla Jimny, se vuoi, fanno cool.

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Più fuoristrada che SUV

E l’impostazione old school della baby 4×4 di Hamamatsu rimane soprattutto tecnica. Il telaio a longheroni – rinforzati su questa nuova versione – e le sospensioni ad assale rigido, sia davanti che dietro, sono le caratteristiche che fanno la vera differenza in fuoristrada. Con la leva in 4L si inseriscono le ridotte e grazie anche all’altezza da terra minima di 21 cm (+2 cm) e a un angolo di attacco di 37°, non c’è praticamente nulla che la fermi in fuoristrada.

Non c’è il differenziale autobloccante al posteriore, ma l’ABS pinza i freni quando le singole ruote perdono aderenza e, giocando bene con la frizione, si trova sempre una via d’uscita. Rude e spartana, come dev’essere; off-road, ma poco dolce e sensibile su strada. È il prezzo da pagare per avere un’auto in grado di portarti fino alla fine del mondo.

Seppur migliorata la taratura degli ammortizzatori, che filtrano abbastanza bene le irregolarità dell’asfalto, e introdotto un ammortizzatore di sterzo, la Suzuki Jimny rimane un po’ impacciata su strada; colpevole ma giustificato, lo sterzo demoltiplicato e quindi poco preciso e l’architettura a ponti rigidi colpevoli dell’avvertibile rollio in curva.

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Passo avanti con il nuovo 1.5

Decisamente più vivace il nuovo motore. Mandato in pensione il vecchio 1.3, subentra il nuovo quattro cilindri aspirato da 1,5 litri di cilindrata, con 102 CV e una coppia di 130 Nm che si fa un po’ desiderare (arriva tutta solo a 4.000 giri). Grazie anche alla possibilità di impostare la trazione 2WD (posteriore), migliorano i consumi, vecchia nota dolente. Il nostro computer di bordo, a fine test drive (quasi tutto in fuoristrada), ci indica poco più di 8l/100 km.

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Prendere o lasciare

I clienti della nuova Suzuki Jimny 2018 non avranno dubbi al momento dell’acquisto: verrà infatti proposta in un’unica versione, tutta equipaggiata con gli accessori menzionati, a 22.500 euro, senza sconti o promozioni. Unici optional a disposizione saranno il cambio automatico a 4 rapporti (1.500 euro) e la verniciatura bicolore con il tetto a contrasto (400 euro). E per il futuro è attesa anche una versione ibrida…

Suzuki Jimny 2018: il Video