MotoGP, le novità del regolamento per il 2019: piattaforma inerziale unica e novità sulle carene alate

Per ridurre ulteriormente i costi di ricerca e sviluppo saranno adottate piattaforme inerziali uguali per tutti. Le carene alate, invece, non potranno subire modifiche durante l'anno

di Francesco Irace -
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Dal 2019 la MotoGP non sarà rivoluzionata ma dovrà sottostare ad alcune nuove regole. Le più importanti, quelle che in qualche modo potrebbero influenzare il rendimento dei piloti in pista, sono due. La prima riguarda l’introduzione di una piattaforma inerziale unica, che ha lo scopo di ridurre ulteriormente i costi complessivi che i vari team sono “costretti” a sostenere pur di trovare soluzioni che possano migliorare le performance delle proprie moto. Per chi non sapesse di cosa parliamo la piattaforma inerziale, per farla facile, è un piccolo cervello che attraverso i suoi sensori monitora i movimenti della moto sotto tutti i punti di vista, la gestione del motore, la velocità delle singole ruote, le sospensioni, i freni e il cambio. Ingloba tutte le informazioni e le invia alla centralina.

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Apriamo una piccola parentesi. Quest’ultima è già uguale per tutti ma permette ai singoli team di settare i vari parametri a piacimento; è questo, per intenderci, l’aspetto su cui Yamaha sembra essere rimasta un po ‘indietro rispetto agli avversari. Valentino Rossi in un’intervista one to one con Guido Meda a Sky lo ha spiegato benissimo: “Quando hanno introdotto la centralina unica noi abbiamo pensato che il pacchetto fosse quello e ce lo siamo tenuti. Gli altri invece lo hanno studiato, ci sono entrati dentro e hanno cercato di tirare fuori il massimo. È questa la differenza tra Yamaha e gli altri in questo momento. Ora aspettiamo novità dai nostri ingegneri”.

Si alle carene alate, ma senza “modifiche”

L’altra novità attesa per il 2019 riguarda invece le carenature. “Le linee guida sulla progettazione aerodinamica sono state rilasciate dal Direttore Tecnico e sono stati introdotti nuovi limiti di dimensione delle appendici e nella combinazione delle varie parti. I progetti attuali saranno ancora consentiti ma non sarà possibile rimuovere o cambiare parti aerodinamiche significative. Inoltre, l’omologazione del 2019 si baserà sullo storico della stagione precedente”. Che tradotto vuol dire che si potranno omologare le carene con le ali ma non potranno cambiare configurazione di gara in gara.