• pubblicato il 12-05-2012

Dalla Silhouette alla Gallardo, la storia delle Lamborghini "accessibili"

di Marco Coletto

L'evoluzione dei modelli "entry-level" del Toro

La Lamborghini più accessibile in commercio è la Gallardo. La supercar di Sant'Agata Bolognese, la più venduta nella storia del Toro, nasce nel 2003 e riprende le idee lanciate dalle concept L140 (negli anni Ottanta) e Calà (anni '90). Più facile da guidare della sorella maggiore Murciélago, viene presentata nel 2003 e monta un motore 5.0 V10 da 520 CV.

Nel 2005 la Concept S anticipa le forme di una variante scoperta mentre la versione SE (Special Edition) è caratterizzata dalle sospensioni più rigide e da alcuni elementi (tetto, specchietti e cerchi in lega) verniciati in nero. Nel 2006 arriva la Spyder e nel 2007 tocca all'edizione speciale Nera (dettagli opachi sulla carrozzeria e sui cerchi).

Nello stesso anno sullo stesso pianale viene costruita l'Audi R8 e a Ginevra viene presentata la Superleggera, che pesa 100 kg meno della versione di serie. 172 esemplari prodotti dotati di un motore 5.0 V10 da 530 CV. Nella rassegna elvetica del 2008 viene svelata l'evoluzione LP 560-4: monta un propulsore 5.2 V10 da 560 CV e si differenzia dall'antenata per le prese d'aria maggiorate e i gruppi ottici a LED. A Los Angeles debutta la versione Spyder.

La LP 550-2 Valentino Balboni è un omaggio al più importante collaudatore della Casa emiliana e si distingue per la presenza della trazione posteriore. Nel 2010 a Ginevra arriva la LP 570-4 Superleggera - cofano motore, alettone posteriore, estrattore e specchietti retrovisori in carbonio - affiancata dalla Spyder Performante vista lo stesso anno a Los Angeles. Da non dimenticare l'edizione speciale Bicolore.

Scopriamo insieme le Lamborghini più accessibili di sempre.

SILHOUETTE (1976)

La prima scoperta di serie del brand di Sant'Agata non è altro che un'evoluzione della Urraco: una targa (con la porzione di tetto posizionata sopra la testa del guidatore e del passeggero removibile) prodotta in poco più di 50 esemplari disegnata da Marcello Gandini, all'epoca stilista presso Bertone.

La crisi economica dovuta ai troppi soldi spesi per il progetto Urraco costringe gli ingegneri emiliani ad intervenire profondamente sul modello già esistente togliendo i sedili posteriori e irrigidendo il telaio per compensare l'assenza del tetto. Tra le modifiche estetiche segnaliamo lo spoiler anteriore, i passaruota maggiorati, i cerchi in lega e la plancia completamente ridisegnata. Il motore è sempre un 3.0 V8 da 260 CV.

JALPA (1981)

Dopo il passaggio della Lamborghini ai fratelli Mimran, che forniscono i soldi necessari per rinnovare la gamma, viene creata un'erede della Silhouette basata nuovamente sull'obsoleta Urraco e dotata di un motore 3.5 V8 da 255 CV.

Il design è firmato Bertone e il comportamento stradale è più facile ed intuitivo della contemporanea Countach. Nel 1984 le parti in plastica vengono verniciate nello stesso colore della carrozzeria e le luci posteriori diventano tonde.

IL FUTURO

L'erede della Gallardo dovrebbe arrivare a breve (la presentazione ufficiale dovrebbe tenersi al prossimo Salone di Parigi) e potrebbe montare un propulsore V10 da ben 600 CV.

Dalla Silhouette alla Gallardo, la storia delle Lamborghini "accessibili"

L'opinione dei lettori