Stellantis rilancia la sfida nel mercato europeo riportando al centro della sua offerta i motori diesel. Dopo un periodo di forte orientamento verso le motorizzazioni elettriche e ibride, il gruppo automobilistico, nato nel 2021 dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA, risponde alle richieste di mercato con un ritorno strategico ai propulsori a gasolio, aggiornati per rispettare le normative ambientali più recenti.
Il ritorno dei motori diesel: una scelta di mercato
Dalla fine del 2025, Stellantis ha iniziato a reintrodurre motorizzazioni diesel su vari modelli in Europa, fra cui spiccano versioni aggiornate di Peugeot 308, Opel Astra, DS 4, e multispazio come Peugeot Rifter, Citroën Berlingo e Opel Combo. Come riferisce anche alanews.it, anche i modelli premium come Alfa Romeo Giulia e Tonale, così come la DS7, vedono una nuova vita per i motori a gasolio. La decisione è stata motivata direttamente dal gruppo: «Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti e, in alcuni casi, di ampliare la nostra offerta di questi propulsori. Ci concentriamo sulla domanda dei nostri clienti».
Questa inversione di rotta è legata anche al rallentamento delle vendite dei veicoli a zero emissioni e alla necessità di contrastare la crescente concorrenza dei marchi cinesi, che puntano prevalentemente su motori ibridi full hybrid o plug-in, settore in cui le case europee tradizionali devono riconquistare terreno.
Impatto sul mercato e dinamiche di vendita
Nonostante il ritorno del diesel da parte di Stellantis, in Italia il mercato delle auto a gasolio continua a contrarsi. I dati dell’Unrae indicano che nel 2025 le immatricolazioni di auto diesel sono scese a 144.757 unità, con un calo del 33,7% rispetto al 2024. La quota di mercato del diesel puro si attesta ora al 9,1%, ma sommando le immatricolazioni di ibride con motore diesel si raggiunge un 15,6%. Questa riduzione è influenzata anche dalla riduzione dell’offerta di modelli diesel, che spinge i clienti verso alternative ibride o benzina.
Nel segmento dei multispazio, la decisione di rimettere in listino motori diesel e benzina ha determinato un sensibile calo dei prezzi: ad esempio, la Citroën Berlingo con motore elettrico parte da 36.940 euro, mentre la versione diesel è disponibile da 24.890 euro. Analogamente, la Peugeot Rifter diesel parte da 27.590 euro, contro i 38.440 euro della versione elettrica.
Stellantis e la strategia di lungo termine
Fondata nel gennaio 2021, con sede legale ad Amsterdam e un fatturato consolidato di oltre 156 miliardi di euro nel 2024, Stellantis guida un portafoglio di quattordici marchi tra cui Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Jeep, Maserati, Peugeot e Opel. Il gruppo si caratterizza per una presenza globale in 29 Paesi e per un impegno crescente verso la mobilità sostenibile, pur mantenendo una forte attenzione ai segmenti tradizionali del mercato.
Il ritorno alle motorizzazioni a gasolio rappresenta un equilibrio tra innovazione e rispetto delle preferenze di una fetta significativa di clientela europea, in un contesto di forte competizione internazionale. Stellantis continua a puntare sull’aggiornamento tecnologico dei propulsori diesel, integrandoli con sistemi mild hybrid o plug-in hybrid per migliorare consumi ed emissioni, in linea con le normative ambientali più stringenti.
Con questa strategia, il gruppo cerca di consolidare la propria posizione in un mercato europeo sempre più complesso e competitivo, dove la domanda di veicoli diesel, seppur in contrazione, rimane ancora rilevante per una parte di automobilisti.