• pubblicato il 19-01-2012

La storia delle McLaren stradali

di Marco Coletto

Non esistono solo le corse nel passato e nel presente della Casa inglese.

Tutti conoscono la McLaren per le sue vittorie in Formula 1 (20 Mondiali conquistati: 12 Piloti e 8 Costruttori). La Casa inglese, nel corso della sua storia quasi cinquantennale, ha anche però realizzato vetture stradali, supercar capaci di far battere forte il cuore a molti appassionati di motori.

L'ultima creazione, presentata nel 2009 e in listino dal 2011, è la MP4-12C: il nome deriva dalla monoposto MP4/12 (McLaren Project 4), la vettura che nel 1997 riportò al successo la scuderia britannica dopo un digiuno di quattro anni, mentre la C sta per carbonio, materiale utilizzato per il telaio monoscocca. La carrozzeria con pannelli in composito è caratterizzata dalle porte che si aprono verso l'alto, la trazione è posteriore e il cambio è un robotizzato a doppia frizione a sette rapporti.

Lunga 4,51 metri (come una Chevrolet Cruze 5p.), larga come una Porsche Panamera (1,91 metri) e più bassa di un centimetro della Ferrari 458 Italia, ha un bagagliaio poco più ampio di quello di una Jeep Wrangler (144 litri).

Il motore 3.8 V8 a doppia sovralimentazione da 600 CV permette alla coupé inglese di raggiungere i 330 km/h di velocità massima, di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e di percorrere 8,5 km/l. Il prezzo è di 261.680 euro. Disegnata da Frank Stephenson (autore della Mini del 2001 e della Fiat 500), è contraddistinta da una consolle centrale sottile che consente di avvicinare il più al centro possibile il posto guida.

La storia delle vetture stradali firmate McLaren (abbiamo escluso volutamente la Mercedes SLR, realizzata in joint-venture e venduta con il marchio di Stoccarda)  inizia già negli anni Sessanta ma è negli anni Novanta che il brand di Woking comincia a farsi apprezzare fuori dai circuiti.

M6GT

Nasce nel 1969 ed è la versione stradale della M6A, dominatrice del campionato Can-Am del 1967. Ha una monoscocca in pannelli di alluminio e acciaio e una carrozzeria in fibra di vetro.

Il motore Chevrolet 5.7 V8 le consente di raggiungere i 290 km/h di velocità massima e di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. Sono solo due gli esemplari autorizzati a circolare su strada: uno di questi fu usato come vettura personale dal fondatore del team britannico Bruce McLaren.

F1

Una delle supercar più desiderate di sempre: 106 esemplari prodotti (di cui 64 destinati alle strade di tutti i giorni) che oggi valgono più del prezzo fissato al lancio. Viene presentata il 28 maggio 1992 allo Sporting Club di Monte Carlo e debutta in commercio nel 1994. È la prima auto stradale al mondo dotata di scocca in fibra di carbonio e il progetto è firmato da Gordon Murray: l'uomo che negli anni Ottanta e Novanta conquista 13 Mondiali F1 (8 Piloti e 5 Costruttori) con le Brabham e le McLaren da lui disegnate.

Nell'abitacolo spiccano i tre posti a sedere, con quello del guidatore al centro: una soluzione adottata per ottimizzare la distribuzione dei pesi. Il motore 6.1 V12 da 627 CV è di origine BMW.

Nel 1995 la versione da corsa GTR con 636 CV si aggiudica la 24 Ore di Le Mans. Per celebrare l'evento viene realizzata l'edizione limitata LM: 5 esemplari (tre appartenenti al Sultano del Brunei, uno allo stilista Ralph Lauren e un altro alla McLaren) caratterizzati dalla potenza di 680 CV, dalla vernice arancione e da spoiler maggiorati. Se Lewis Hamilton dovesse aggiudicarsi altri due Mondiali F1 riceverà in regalo dal team di Woking un sesto esemplare usato finora come prototipo.

Nel 1998 una F1 opportunamente modificata entra nel Guinness dei Primati come auto di serie più veloce del mondo. Record ancora oggi imbattuto tra le vetture con motore aspirato.

IL FUTURO

Nei prossimi mesi dovrebbe debuttare una MP4-12C spider dotata di un hard-top removibile in alluminio o fibra di carbonio che conserverà la particolare apertura delle porte. Quest'anno la supercar britannica parteciperà inoltre al Campionato Europeo GT3 con una vettura meno potente (500 CV) di quella di serie. Lo scorso anno ha esordito in pista con una vittoria nella tappa belga del British GT e si è classificata 23° alla 24 Ore di Spa.

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